L’approccio biotransazionale applicato alla danza
Condotto da Ketty Russo
La consapevolezza di se, dei propri limiti e risorse, è una condizione necessaria per poter bene-essere nel “proprio” movimento.
Il corso propone una ricerca tecnico-espressiva sul e nel movimento considerato elemento necessario all’organizzazione del proprio equilibrio e veicolo di espressività autentica.
Tale ricerca sarà accompagnata e sostenuta da un processo di consapevolezza corporea che consentirà di prendere atto di abitudini e atteggiamenti relativi alla postura e al movimento per poterli cambiare in funzione di un migliore equilibrio adattativo, come anche, attraverso l’ascolto di sé, di accedere ad un movimento più autentico poiché sganciato dalle determinanti meccaniche.
La proposta si articolerà attraverso alcuni esercizi base della Metodica Biotransazionale (esercizi di propriocezione, di ventilazione diaframmatica, di autoallungamento e di coordinazione) che mirano a favorire una migliore articolarità e coerenza nel movimento da applicare sia nello studio più tecnico che nell’attività più specificamente esplorativa. Saranno proposti esercizi e legazioni di movimento (a terra, in piedi e di attraversamento dello spazio), esperienze di improvvisazione, di contatto e di scambio, per indagare il movimento nelle sue qualità attraverso la variazione e la modulazione del peso e per stimolarne la percezione di spazializzazione e di temporalità.
Se attraverso l’improvvisazione si favorirà l’emersione ed il fluire del proprio movimento, con esercizi di composizione si sperimenteranno processi di selezione e di strutturazione.
Il corso è rivolto a danzatori, attori e a tutti coloro desiderino approcciare o approfondire l’esperienza di ricerca sul “proprio” movimento.
La sua formazione tecnica si realizza attraverso lo studio della danza classica e di alcune delle tecniche storiche della danza contemporanea (Graham, Lemon, Cunningham, Nikolais), quella artistico-professionale attraverso la collaborazione con alcuni coreografi della danza contemporanea italiana: la compagnia Efesto di Catania, diretta da Donatella Capraro e Marcello Paris (danza in: Cavalcata 1986, Renard 1986, Camelot - 1986); il coreografo Ian Suttun (danza in: Notturni Cantati-Il libro dei Giorni - 1987, Clausura Ermetica - 1987); la compagnia Altroteatro di Roma diretta da Lucia Latour, nella quale svolge anche il ruolo di assistente alla coreografia, (danza in: On y tombe…on n’y tombe - 1988, Anihccam - 1989, Naturalmente tua - 1992, Marmo Asiatico - 1993, Straballata - 1997, Du vu du non vu - 1998, Sãnsa - 1999, Physico 2001). Quest’ultima esperienza per durata ed intensità ha notevolmente inciso nella sua formazione artistica, arricchita dal confronto con la proposta coreografica della Latour, incentrata sull’esplorazione delle possibilità teatrali della danza in rapporto ad altri codici
Dal 1998 si occupa di formazione (nel 2007 consegue presso l’Accademia Nazionale di Danza il diploma accademico di II livello come docente in discipline coreutiche - danza contemporanea -) e dal 2003 intraprende una ricerca sia nell’ambito espressivo personale, come danzautrice, che in quello didattico-pedagogico, come formatrice, rivolta a trovare una possibile integrazione tra la dimensione culturale e quella biologica del movimento, così da poter di volta in volta lasciare emergere la “forma” più adeguata alla propria istanza espressiva.
La relazione tra le parti ed il tutto del corpo da percepire attraverso il gioco delle modulazioni tensive; lo spazio interno, lo spazio esterno, la loro relazione; sono i nuclei sui quali si è e si sta articolando tale ricerca la quale è stata stimolata ed è sostenuta dallo studio e dalla pratica dell’Approccio Biotransazionale, prospettiva filosofica, scientifica e di metodo che nasce dalla Teoria dei SCAC (Sistemi Complessi Articolari Chiusi) e dal modello scientifico ad essa connesso. La teoria dei SCAC, messa a punto dal professore Giulio Flaminio Brunelli, si occupa della descrizione delle modalità di organizzazione del vivente. Secondo questo approccio la dimensione psichica non è separata da quella corporea e il corpo è la manifestazione di un sistema di relazioni strutturanti, che si auto-organizzano seguendo una logica definita.
La sintesi formale di questa ricerca espressiva si è concretizzata in un assolo dal titolo Con Solo, i cui due brani Af-.filia e In ballo, sono andati in scena nelle rassegne: Ubusettete 2007 (Teatro Furio Camillo, Roma); Teatri di Vetro 2008 (Teatro Palladium, Roma), Che danza vuoi? 2008 (Teatro Greco, Roma). Nel febbraio 2009 ha presentato il terzo ed ultimo brano dell’assolo, Assise, presso l’HangarCultLab ad Ancona, in occasione della manifestazione Vision Work.
Attualmente svolge la sua attività didattica, conducendo corsi e laboratori, presso strutture pubbliche e private nella città di Roma ed in Italia.