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Gli eventi organizzati e ospitati a Duncan3.0
nella stagione 2008/09
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VENERDI 3 LUGLIO
ORE 18,00

ARTI ILLESI & Duncan3.0
Presentano in anteprima:

"LE RAGAZZE DAL CUORE ROSSO"
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COREOGRAFIE DI AZZURRA DE ZUANNI
INTERPRETI: Ilaria Bracaglia, Federica Porcari, Azzurra De Zuanni.
MUSICA: Dobberman

Il viaggio di due giovani fanciulle animate dal desiderio - esigenza di manifestare la loro personalità, la loro essenza all’interno di una società che non permette verità.
Nella ricerca della loro individualità cadono, strisciano, si bagnano di ogni esperienza di vita, riemergano e cadono di nuovo.
I loro incontri sono le uniche possibilità di ritrovare la meraviglia della loro energia, della loro forza, la verità, di alimentare la loro speranza.
Danzano per realizzare il loro desiderio, per dare vita ai loro esseri.......... e ancora cadono, riemergono, si incontrano e si fondono per generare il loro unico spirito grazie al quale possono sentirsi libere da ogni condizione.
Lo spirito libererà il loro stato. Con esso troveranno la forza di rendere il loro viaggio infinito e meraviglioso.
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Attacchi di Core
operazioni di danza contemporanea nella Provincia di Roma
spettacoli, performance, residenze e laboratori
&
DUNCAN 3.0
Via Anassimandro 15, zona Pigneto, Roma tel: 0627858023 - fax: 0697256509

presentano

Progetto di residenza per la creazione coreografica 2009
dal 29 giugno residenza per la creazione
2 luglio h 21 presentazione pubblica
Entrata libera
presenta:
Clown "Capricci di Famiglia"
Co-produzione
CORE – Coordinamento Danza e Arti Performative del Lazio

Coreografia: Giovanna Velardi
Interpreti: Giuseppe Muscariello e Giovanna Velardi
Disegno Luci : Danila Blasi

Il “Clown” detiene in se' delle caratteristiche di contrasto, ha al contempo una carica di tristezza, gioia, malinconia, allegria, gioco, presa in giro, divertissement.  CLOWN Capricci di famiglia mira a dare vita, attraverso un pagliaccio danzante, ai tratti tipici di una relazione isterica di coppi e gioca con lo sforzo di comunicare sottolineando la tenerezza, la  sensualità, i capricci, gli sguardi seducenti, la disattenzione, il desiderio sensuale e sessuale, le buffonate, la cattiveria, la gratuità dei gesti rivendicativi, l'impulsività grottesca, narrando uno spaccato di vita familiare.

Giovanna Velardi
Coreografa e danzatrice. Nel 1997 si trasferisce in Francia dove lavora con alcuni coreografi tra cui Genevieve Sorin. Nel 2000 crea la sua compagnia a Marsiglia. Partecipa ad alcuni festival in Francia e in Italia, accompagnata da alcuni musicisti e compositori.
Coprodotta da Angelin Preljocaj al festival «Corps a Coeur» con il collettivo Skalen, dal CCN d' ORleans diretto da Josef Nadj al Festival Traverses e dal Balletto di Marsiglia. Il Centro Internazionale di Poesia Eugenio Montale l'ha invita a partecipare a un gala sulla poesia del 900 con la madrina Piera Degli Esposti. Presenta il solo « La Marionetta ». Coreografa e interpreta Ophelia- Enormous Room nel progetto «Hamlet Machine» di Heiner Muller, regia di Dominik Barbier che con lo stesso Heiner. Muller aveva cominciato a lavorare a questo progetto prima della sua morte avvenuta  nel 1994. Crea «Cortocircuito» al CCNO diretto da Josef Nadj, " Venere Addormentata", “ L’incantatore di serpenti”.Collabora con Nicolas Slawny, regista, alla creazione " Pupidda” con Claire Pigeot , cantante lirica, coprodotta dal Ballet National di Marsiglia. E' artista invitata alla rassegna “Da Donna a Donna” diretta dal Centro Cappella Orsini per la giornata mondiale contro l’AIDS a Roma. Collabora a Lyon con il Choeur Britten  (coro lirico di sole voci donne). Organizza nel 2007 la giornata modiale della danza a Roma. Dirige a Palermo la Rassegna Difronte /Attraverso al Nuovo Montevergini Palermo Teatro Festival e alla Tonnara Bordonaro la rassegna Kursaal Tonnara danza. E' laureata come Educatore. Tiene laboratori di danza contemporanea alle università di: Strasburgo, Bastia, Nizza, Valence, Avignon, Aix en Provence, al Centro Coreografico Nazionale di Orleans, al conservatori di danza di Orleans, scuole e festival dello spettacolo in Italia e in Francia.
La Compagnia di Giovanna Velardi durante la sua attività in Italia e all'estero ha ricevuto il sostegno del Ministero dei Beni e attività culturali ( MIBAC) della  Region Paca, Ville de Marseille, Department 13 des Bouches du Rhone, Ballet National de Marseille, Marseille Objectif Danse, Centre Choregraphique National d'Orleans (CCNO Josef Nadj), Point Ephemerse (Paris), Stage Centro Danza a Palermo, Rialto Sant'Ambrogio (Roma), Cappella Orsini (Roma). Officine Ouragan Palermo, Istituto di cultura Italiana a Marsiglia , Centro Culturale Francese a Roma.
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UFFICIO STAMPA
Benedetta Boggio
369gradi centro diffusione cultura contemporanea
mob. +39 3332062996
Viale dei Quattro Venti 247
00152 Roma
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Sabato 20 Giugno ore 21
La Compagnia Tin -Tin presenta
La Salomè
Di Chiara Guarducci
Con Elisa Gestri
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La Compagnia Tin - Tin e lo Spazio Per-Formativo Duncan 3.0 di Roma sono lieti di annunciare la serata evento di sabato 20 giugno dedicata a
“La Salome’”, lo spettacolo scritto e diretto da Chiara Guarducci e interpretato da Elisa Gestri. La serata intende venire incontro alle esigenze di quanti non sono riusciti a intervenire all’allestimento andato in scena al Teatroinscatola di Roma da martedì 9 a domenica 14 giugno e, ovviamente, raggiungere un numero ancora più ampio di spettatori. Sabato 20 giugno al Duncan 3.0, a conclusione dello spettacolo il pubblico presente potrà incontrare e scambiare opinioni con i membri della Compagnia che saranno lieti di offrire a tutti gli intervenuti un cocktail per festeggiare insieme il debutto del progetto e il compimento della prima tranche di riprese romane.
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La Salomè, prostituta impregnata di noia e disgusto, subisce un'apparizione e prende fuoco, si dona completamente al desiderio dell'altro. E' la storia di una rinascita impossibile e di un conseguente massacro in cui il potere mostra tutto il suo orrore e i personaggi restano inchiodati alle loro gabbie d'origine. Lo spettacolo, muovendosi tra estasi e derisione, gioia e tormento, incarna i gelidi e affamati meccanismi del potere e del commercio.
Chiara Guarducci
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Sabato 6 e Domenica 7 Giugno
ore 21
TRA CIELO E TERRA
Spettacolo con Oscar Bonelli (musica), Carlotta Basurto e Benedetta Capanna (danza)
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TENDO E DISTENDO NELLA VITA ROTONDA

di e con Carlotta Basurto
Live music Oscar Bonelli
Tonda rotonda ciclica lunare.
Il tempo femminile è il tempo dei cicli, dell'andare e del tornare, è il tempo del  respiro, un tempo che si ripete e al tempo stesso perpetuamente si rinnova.
E ' il tempo della madre terra, delle maree, delle stagioni.
E ' il tempo che chiedono i nostri corpi, il tempo dell'alternanza.
un tempo che  tendiamo a dimenticare ...

STATO DI GRAZIA
Leggerezza e profondità in quattro tempi
Coreografia di e con Benedetta Capanna
Live Music Oscar Bonelli
Costumi Paola Bonesso

A volte, improvvisamente, capita di sciogliermi in ciò che chiamo”stato di grazia”… sono quei momenti in cui albergano, abbracciandosi, la leggerezza e la profondità, lasciandomi così assaporare, nella brevità di quegli attimi, un fresco equilibrio di dolce perfezione della vita. Prima associavo all’aggettivo “profondo” una certa pesantezza, pedanteria, statica mentre all’aggettivo “leggero” davo una valenza di superficialità e vaghezza … Le immagini-sensazioni che ho invece di queste due parole ora, sono quelle delle radici degli alberi che scavano nella terra penetrando sempre più giù irradiandosi e l’evoluzione delle nuvole e delle correnti d’aria nel cielo … sono lo scricchiolio delle foglie sotto i piedi, il bacio di un raggio di sole e il continuo fluire dell’acqua che a volte lenisce e altre volte scava … Cose che sono in me quando sento il mio corpo e lascio che nel respiro il movimento e la vita nasca. Mi sento allora perfettamente integrata e grata tra la terra e il cielo … sono … e cosa è in fin dei conti più importante di questo?

Carlotta Basurto è danzatrice contemporanea, (collabora con la compagnia MAddAI), e danza-movimento terapeuta (collabora con la Scuola di Roma di Arti Terapie e Psicoterapie Espressive e con la Scuola di Perugia di Formazione in Pedagogia della Mediazione Corporea ed Espressiva ad Indirizzo Simbolico-Antropologico). Per maggiori informazioni vedi: www.conilmovimento.it

Oscar Bonelli un percorso poliedrico che unisce alla musica anche lo studio delle danze afro haitiane, reiki, discipline templari, canto armonico, yoga, tetha healing.
Studia la tromba con Roberto Coltellaccci e percussioni africane con Ruggero Artale. Organizza insieme a Giovanni Imparato laboratori e drum circle. Segue lezioni di canto indiano con Francesca Cassio e altri maestri dall’India. Studia strumenti persiani con Pejman Tadayon. Integra queste diverse sonorità ed esperienze, a favore di un percorso meditativo e unisce a ciò il terapeutico suono delle campane tibetane. Collabora musicalmente con monaci tibetani in diverse manifestazioni ed eventi culturali della capitale. Lo studio delle sonorità delle varie etnie diventa il percorso della sua vita accorgendosi che ogni tradizione porta i suoi strumenti e che lo spirito prega con la musica .

Benedetta Capanna esercita la sua carriera di danzatrice e coreografa tra Roma e N.Y. Negli USA ha lavorato principalmente con le compagnie di danza Millenium Project, Daniel and some super friends, Pick of the Crop Dance Company, oltre che con John Carrafa, Igal Perry, Myung Soo Kim. In Italia ha danzato per MDA, Balletto 90, TIR Danza. Benedetta è inoltre insegnante di yoga.
Per maggiori informazioni www.benedettacapanna.it

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Sabato 30 Maggio ore 21,30
Concerto di: Polli di allevamento
POLLI DI ALLEVAMENTO:
ILTRIBUTO ROMANO A GIORGIO GABER
Entrata 10 euro per gli esterni, 8 Euro per i soci, 5 euro per i frequentatori dei corsi Duncan3.0
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I POLLI DI ALLEVAMENTO si propongono come la tribute band romana di Giorgio Gaber; essendosi formati nel 2008, prendono il loro nome da un noto spettacolo (e da una canzone) che proprio quest’anno compie 30 anni. Sono un trio: musicisti con una lunga esperienza alle spalle, appassionati e veri esperti di Gaber, si esibiscono attraverso una strumentazione limitata e acustica, ma anche avvalendosi di programmazioni elettroniche, prodotte da loro stessi. Grazie a questa versatilità suonano dal vivo in spazi piccoli, come locali o centri culturali, presentando prevalentemente le canzoni e anche i monologhi degli anni del teatro-canzone (1970/2000), oppure nelle piazze e nelle grandi arene estive, dove per lo più offrono i brani spensierati e cabarettistici del Gaber degli esordi, quello televisivo (anni ’60). In ogni concerto alternano grandi classici (Lo shampoo, La libertà, Si può, Goganga, Il dilemma) a brani bellissimi ma meno noti ai più (Guardatemi bene, Il sociale, L’orgia, Io e le cose, Il deserto), a caratteristici medley/revival. Sanno creare così, ogni volta, una scaletta completamente diversa, facendosi anche consigliare dai lettori del loro seguitissimo blog (www.myspace.com/pollidiallevamento), in modo che ogni tributo sia un piccolo evento “unico”.
I POLLIDIALLEVAMENTO raccolgono consensi da parte del pubblico “gaberiano” che, probabilmente,non ha più avuto modo di ascoltare gran parte di questi questi brani e mai, comunque, in versioni così complete. Ma i POLLIDIALLEVAMENTO
piacciono anche a chi Gaber lo conosce poco o per nulla, poiché il repertorio è attualissimo, divertente e aggiornato nelle interpretazioni e negli arrangiamenti.
GIORGIO GABER:PERCHÉ
Giorgio Gaber (Milano 25-01-’39 / Camaiore 01-01-’03) è stato attore, cantante, autore teatrale e tanto altro ancora: qualsiasi definizione va stretta a un personaggio simile. Tutti abbiamo sorriso, pianto e, soprattutto, pensato attraverso gli spettacoli del Signor G, scritti assieme al fido Sandro Luporini. Eppure forse sono ancora pochi coloro che osano paragonare le sue composizioni musicali, troppo spesso sottovalutate, a quelledei mostri sacri della musica italiana: da Paoli a De André, da Battisti a Tenco.
L’obiettivo dei “Polli di Allevamento”, appassionati che già nel 1999, in altre formazioni,portavano in giro per Roma i brani dell’artista, non è quello di “imitare” Gaber (impossibile, per altro), piuttosto accostarsi con umiltà alla sua arte nel tentativo di “rifare” Gaber nei giorni nostri. Far conoscere Gaber alle nuove generazioni per il grande cantautore che era; rievocare, per chi invece c’era, le indimenticabili emozioni di un’intera generazione che (lo) ha perso. Da qui il progetto di una formazione ridotta ma versatile, in grado (attraverso una strumentazione limitata e acustica, oppure avvalendosi di programmazioni elettroniche) di riprodurre fedelmente alcuni brani e riarrangiarnecompletamente altri; in generale tentando di ricreare l’atmosfera delle sue canzoni, gli episodi più divertenti come le melodie più struggenti,
nonché divulgarne il messaggio, quanto mai attuale.
ILREPERTORIO DEI POLLI DI ALLEVAMENTO:
Il repertorio, sempre in evoluzione, verte principalmente sul teatro-canzone, spaziando dagli anni ’70 fino alle ultime produzioni discografiche, ma non tralascia qualche brano fra i più divertenti degli anni ’60. Lo shampoo (’71), Il dilemma (’80), Io non mi sento italiano (2003), Destra-sinistra (’94), Si può (’76), L’odore (’74), Guardatemi bene (’78), La nave (’73), Io e le cose (’84), L’orgia (’68), La libertà (’72), Pressione bassa (’80), Goganga (’63), Il sociale (’84), Il Riccardo (’69), Barbera e champagne (’69), Èsabato (’72), Chiedo scusa se parlo di Maria (’72), Cerco un gesto (’73), Far finta di essere sani (’73), Le elezioni (’76), Il deserto (’84), L’elastico (’73), I reduci (’76), Un’idea (’72), Com’è bella la città (’68), C’è solo la strada (’74), La festa (’78), La ballata del Cerutti (’63), Le mani (’74) e tanti altri.
I POLLI DI ALLEVAMENTO SONO:
Luigi Bellanca (voce+ chitarra, armonica)
Daniele Spigarelli (tastiere+ fisarmonica, chitarre pulite, mandolino, percussioni)
Fabrizio Bellanca (basso+ chitarre distorte, programmazioni)
CENNI BIOGRAFICI:
Luigi Bellanca, classe 1960, dal ’99 si esibisce come cantante in piccole formazioni, con un repertorio che verte sul cantautorato italiano (Paolo Conte, Enzo Jannacci, Pino Daniele, Matia Bazar, P.F.M., Lucio Battisti etc.). Pian piano si specializza nell’artista che più ama da sempre e a cui più somiglia dal punto di vista timbrico e stilistico, ovvero Giorgio Gaber.
Interpreta anche i difficili monologhi del Signor G da completo attore autodidatta.
Daniele Spigarelli (Roma 24-3-1979) è un polistrumentista autodidatta con una decennale esperienza in cover-band e piano bar. Grande esperto di musica italiana (Fabio Concato, Pino Daniele, Francesco De Gregori, Elio e le Storie Tese, Lucio Battisti,Fabrizio De André etc.), ha accompagnato in alcuni recital teatrali Fabrizio Bellanca (l’altro “Pollo”). Suona strumenti anche molto diversi fra loro e partecipa attivamente agli arrangiamenti.
Fabrizio Bellanca, musicista e autore, classe ’73, dall’età di 17 anni colleziona decine e decine di apparizioni live con vari gruppi, fra cui la prima cover band italiana dei REM. Personalità eclettica, ha all’attivo vari cd autoprodotti, cinque recital teatrali, due libri, diverse art-performance nonché la collaborazione, come bassista, al progetto del cantautore Francesco Scalabrino, col quale ha vinto il Biella Festival 2006 e ha inciso un album (Toast Records). Occasionale autore di testi e musiche per radio, tv, teatro, nei “Polli” cura tutte le programmazioni al computer.
CONTATTI:
I Polli di Allevamento sul web (brani da ascoltare, video, info, blog, foto, scalette):
www.myspace.com/pollidiallevamento
Il sito ufficiale della Fondazione Giorgio Gaber:
www.giorgiogaber.it
Bellissimo sito amatoriale dedicato al Signor G:
www.giorgiogaber.org
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Accompagnati dal vento
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creazione collettiva del gruppo Grecam Giovani.
Sabato 23 e Domenica 24 maggio 2009
ore 20.30
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Accompagnati dal vento nasce da un percorso di ricerca e di apprendistato, da un
allenamento costante a guardarsi e a guardare intorno a sé, a fare insieme agli altri.
Come una tessitura di emozioni e vissuti, i ragazzi prendono spazio con i loro corpi e le
loro voci, raccontano le loro storie stando in contatto ciascuno con il proprio valore e
la propria bellezza.

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Sabato 16 Maggio
dalle 19 in poi:
Movimenti non Tellurici Proterremotati
Serata a sottoscrizione di raccolta fondi per i terremotati dell'Abruzzo
Serata organizzata da Brunella De Biase e Duncan3.0
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Parteciperanno alla serata e daranno testimonianza di cosa sta accadendo alcuni artisti Abruzzesi
Nella serata si esibiranno:
Oscar Bonelli (musica)
Caterina Galloni e Ylenia Taddia (danza)
Diana Damiani: MariaLaura Ballesio, Marta Biddau, Barbara Bracci, Michela Lagi, Floriana Taddei.(danza)
Federica Porcari (danza)
Roberto De Fazio (attore)
Stefano Taiuti (danza)
Paola Campagna e Cristina Morelli (danza)
Brunella De Biase (danza)
Marcello Gazzellini (poesia)
Azzurra De Zuanni, Daniele Sterpetti + Mauro Tiberi (danza + musica)
Ian Sutton e Aliicja Ziolko (danza)
Fabrizio DeAngelis (attore)
Luigi Parravicini (musica)
Lucio Pozzone (musica)
Domenico Bulla (musica)
Arianna Di Stefano e Ilara Bracaglia (danza + teatro)

Con Movimenti non tellurici porterremotati abbiamo raccolto dei fondi 800 Euro che abbiamo destinato a due iniziativea noi care: il 70x100 lo abbiamo destinato a: Comitato sostieni la danza a l'aquila (500 Euro)
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qui il comunicato stampa
il rimanente (300 Euro) lo abbiamo destinato ad Asia onlus un associazione che sta provvedendo a sostenere le realtà teatrali produttive a l'Aquila con un progetto molto interessante. Cogliamo l'occasione per ringraziare ancora tutti gli artisti e il pubblico intervenuto alla serata del 16/5.

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Sabato 25 Aprile
ore 21
Una serata di danza Acqua & Fuoco
Con Caroline Bo ( Water in my solo) e Caterina Genta & Marco Schiavoni ( Bolero del Drago Rosso )

«  Water in my solo » SENSAzioni condivise E apologia del corpo
Sulla base di aneddoti vissuti, “Water in my solo” munta della sete. La sete, una sensazione che tutti abbiamo vissuto, rinvia al corpo, questo corpo che dividiamo tutti e che è al centro del discorso coreografico di Caroline Bo. “In Water in my solo”, il pubblico non sarà soltanto spettatore di una storia personale ballata, anche gli considererà, forse nonostante lui, alcune frustrazioni, dei dilemmi e delle soddisfazioni vissute dall'artista sulla scena.
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Il corpo umano, il nostro corpo è di rado recepito del suo interno. E ciò implica ogni specie di verità e contro verità sulle quantità d'acqua da bere, i sintomi ed effetti della disidratazione e del proprio opposto. Tra voce e danza, il pubblico di “Water in my solo” osserva simultaneamente con l'orecchio e con l'occhio, dell'interno e dell'esterno, il corpo umano; essendo l'interno dell'organismo precisamente dissecato dalla voce registrata; essendo l'involucro esterno fisico rappresentato dai movimenti della danzatrice.

Una prima tappa di lavoro è stata compiuta in residenza a Tanzfabrik - Berlino. Facendo seguito all'accoglienza nel Centre National de la Danse (Paris) in marzo 2009, un'ultima residenza di creazione avrà luogo nel mese d'agosto al balletto nazionale di Marsiglia.

Prima mondiale a dicembre 2009 nel teatro del Ballet National de Marseille.
Compagnie Caroline Bo  84, rue St Jacques 13006 Marseille
compagnie@carolinebo.org - 06 85 57 39 23


CAROLINE BO - danzatrice e coreografa francese, medaglia d’oro al Conservatoire de Région de Paris, ha danzato per 5 anni con Elisa Monte Dance Company-NYC. Tornata in Europa, danza come free-lance con Vanessa Huber-Christen e Filippo Armati (Berlin), Marie-Laure Agrapart e Stefanie Batten Bland (Paris), con Ismael Ivo, Teri Weikel e Annarita Pasculli (Italia), Benvindo Fonseca, Cesar Moniz e Paulo Manso (Lisboa). Accanto all’attività di danzatrice, Caroline Bo insegna danza contemporanea per professionisti a Parigi (Centre National de la Danse de Paris, Studio Harmonic, Micadanses), Berlino (Marameo, Tanzfabrik) e Roma (IALS, Duncan3.0). Direttrice e coreografa della Compagnie Caroline Bo, fondata a Marsiglia, le sue coreografie sono state presentate in Francia, Italia e Germania. La sua ultima creazione “Water in my solo” è prodotta dal Ballet National de Marseille.
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BOLERO DEL DRAGO ROSSO
performance danzata con gu-jang (arpa cinese)
di e con
Caterina Genta e Marco Schiavoni
“C’è un regno del cuore fatto di tutte le cose che abbiamo imparato o
vissuto, che non bisogna invadere ma lasciare intatto” ( Mitsukata Ishii).
Corpo trasparente, per guardare e guardarsi attraverso, lasciarsi attraversare.
Danza provocatoria e glaciale, erotica e intimista.
Chiarissime leggere gocce, rosso ghiaccio, calde lacrime di vetro.
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Guqin, chiamato nell'antichità "Qin" o "YaoQin", si può far risalire a più di 3 mila anni fa.
Ha una cassa di risonanza piatta e lunga, una testa quadrata e una coda ovale.
La tonalità del Guqin è chiara, incantevole e variata. Nell'antichità, prima di suonarlo, occorreva lavarsi e cambiarsi d'abito, accendere incensi, accovacciarsi a terra con le gambe incrociate e porre lo strumento sulle ginocchia o su tavolino basso.
Il Guqin era considerato uno strumento di eleganza e graziosità e non solo i letterati ma anche gli imperatori, amavano suonarlo. Il Guqin ha una ricca capacità espressiva, e può descrivere sentimenti di vario tipo e incantevoli paesaggi naturali.
Caterina Genta
Finalista al Premio Equilibrio 2008 con il progetto Myo-ho la danza delle ossa, presentato in febbraio all' Auditorium Parco della Musica di Roma. Autrice e interprete di coreografie, spettacoli e performance. Ha studiato alla Folkwang Hochschule diretta da Pina Bausch diplomandosi in danza e composizione coreografica.
Ha danzato in coreografie di Susanne Linke, Jose Limon, Jean Cebron, Vivien Bridson. Ha partecipato al Performing Arts Research and Training Studio di Bruxelles, all’European Student Dance Conference di Amsterdam ed è stata ospite della compagnia Ultima Vez di Wim Vandekeibus. Ha partecipato ai festival Jonge Dans di Rotterdam, Junge Tanz ad Essen, Bates Festival di Lewiston, Danse a Lille, collaborando, in seguito, con alcune compagnie in Francia e in Belgio.
A Berlino ha conosciuto il Buto di Yumiko Yoschioka e a Roma ha collaborato con i danzatori giapponesi Tetsuro Fukuhara e Tombo Kanda.
Nel 1996 è tornata in Italia dove ha iniziato a lavorare anche come attrice, svolgendo parallelamente attività didattica per danzatori e attori professionisti in scuole e università in Italia e all'estero. Ha lavorato con il Teatro Valdoca, Balletto ‘90, Giuseppina von Bingen, Palermo Danza, Vuelazul ed altri. Nel cinema con Marco Bellocchio, Francesco Maselli, Giuseppe Bertolucci, Costanza Quatriglio, Luise Husler.
Da anni collabora con la Compagnia Teleme Teatro intepretando, come attrice, ruoli di primo piano in allestimenti di opere shakespeariane nell' Anfiteatro di Roselle e nell’antica città di Cosa.
Nel 2005 si è laureata in Storia della danza con una tesi sulla formazione artistica alla Folkwangschule.
Alla fine del 2005 ha fondato, con l' attore Giacomo Rosselli, l’associazione Genta Rosselli, con la quale ha prodotto e diretto il cortometraggio “Il maleficio della farfalla”, da Garcia Lorca, con il contributo dell’IMAIE, nel quale è anche interprete e autrice delle musiche originali.Produce spettacoli e performance nelle quali è coreografa e interprete solista. In questi lavori approfondisce la ricerca di una forma espressiva che, partendo dalla danza, cerca di superare la tecnica fine a se stessa, nella direzione di un' espressione necessaria, una sintesi tra arti visive e teatrali, buto e tanztheater.
Nel 2006 è iniziata un’intensa collaborazione artistica con il compositore, autore di scenografie digitali e videomaker, Marco Schiavoni, con il quale, oltre ad approfondire il linguaggio filmico, firmando la regia di alcuni cortometraggi, inizia la sua carriera di cantante con il disco e il concerto Las Rosas de Mayo, frutto di una ricerca sul mondo poetico di Garcia Lorca. Negli ultimi due anni Genta Rosselli e Studio Zobit di Marco Schiavoni hanno prodotto numerosi videoclip, performance, cortometraggi e lo spettacolo multimediale "Di qui a cinque anni", che dal 2006 ad oggi è stato replicato più di 30 volte.

Marco Schiavoni
Compositore, produttore musicale, videomaker. Nato a Roma nel 1961, autodidatta, scrive musiche di scena per danza, teatro e cinema dal 1979. Ha collaborato con la maggior parte delle compagnie di danza italiane, enti lirici e festival internazionali (Teatro alla Scala, San Carlo di Napoli, Arena di Verona, Maggio Musicale Fiorentino, Balletto di Roma, Balletto di Toscana, Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini...).
Le sue composizioni sono presenti in oltre novecento produzioni, spaziando dal balletto classico alla danza contemporanea, dal teatro dei burattini al teatro di prosa tradizionale e sperimentale, dai documentari per la FAO a vari film (tra cui il cortometraggio "SENZA PAROLE" di Antonello De Leo, candidato all' Oscar 1997 e vincitore del Donatello 1997), dalla sonorizzazione di installazioni di arti visive alla partecipazione di Festival Internazionali come performer e concertista; ha realizzato inoltre diverse opere radiofoniche commissionate dalla RAI.
Parallelamente all'attivita di compositore, si occupa di immagini e tecnologie digitali per la realizzazione di cortometraggi, videoclip e videoinstallazioni. Tra i suoi ultimi lavori di videoscenografo: Filottete, con Pino Micol, Teatro Olimpico Vicenza; Odysseus, Dance Opera di Renato Greco, Il Cairo estate 2008; Parola ai Giurati, con Alessandro Gassman, 2008/2009.
Dal 2006 ha formato il sodalizio artistico con Caterina Genta, con la quale ha firmato diverse opere musicali, cortometraggi, videoclips, performance visive e teatrali.

Il Gu-Jang, versione moderna dell'antichissimo strumento Guqin, è uno strumento a corde
che viene suonato tradizionalmente con dei plettri applicati alle dita della mano destra. Mentre
la mano destra pizzica le corde la mano sinistra può effettuare, tramite pressione, dei glissati o
dei vibrati sulla corda suonata in quel momento. Nella mia ricerca personale ho sviluppato
tecniche alternative per ottenere altre sonorità. L'uso dell'arco, la percussione con matite
bianche, lo sfregamento con oggetti metallici. La confidenza con questo strumento è
aumentata nel tempo e grazie alla possibilità dei ponti mobili ho utilizzato anche diverse
accordature, oltre a quella tradizionale cinese (pentatonica). In questo modo ho potuto usare
l'arpa per imitare altri strumenti a corda, come la cetra, il salterio ed altri strumenti antichi o
etnici. Questa versione dello strumento, realizzato nel 1986 da un liutaio di Hong Kong, ha 21
corde di acciaio ricoperte di seta. Per la nuova occasione lo strumento sarà utilizzato in modo
“totale”, per coniugarsi armonicamente con il mondo plastico e sensuale di Caterina Genta.
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Sabato 18 e Domenica 19 Aprile ore 21
CHIARADANZA E DOCK11 presentano
SCENATA

dal burqa alle veline
di Anna Redi
con Diana Magri, Elena Fattorusso. Agnese Perrella, Valeria Sacchi, Roberta Ruggiero
e la partecipazione di Marie Therese Sitzia
Drammaturgia Susanne Foellman
Disegno luci Raffaele Florio
Musiche originali Riccardo Veno
Organizzazione Linda Martinelli

” Balla, balla pollastra! Balla su questi cazzo di vetri rotti!”mentre una esile e androgina ballerina danza come facendo una preghiera…”
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Il lavoro prende ispirazione da una domanda: Quale è oggi il corpo delle donne nei media.
Facciamo Scenata come resistenza al mondo delle veline e all’imbarbarimento che ci circonda.
Se il disegno della emancipazione si è realizzato cosa aspetta alle donne?
La omologazione al modello maschile " globale" o la ricerca di una civiltà arcaica femminile?
Se non si inscena la vittima e quindi non si ha più un forte ruolo identitario quale è l’ alternativa oltre a quella di infilarci nei panni degli uomini e di trasformarci in ometti?
Il corpo della donna come il corpo di un vero uomo?
Il travestitismo delle donne, con un eccesso di maschile .
Il corpo femminile nel grande bordello televisivo.
Corpi rifatti: plastiche da fare e rifare, non invecchiare.To keep young stay young!
Essere sempre attraenti.
Essere aggressive e violente con il desiderio costante di stravincere.
Corpi come sesso, corpi innocenti di lolite, corpi sempre inadeguati, feriti. Corpi santi.
Quale può essere il corpo della donna nella sua verità? Come si può essere vere donne senza rimettere in scena il patriarcato e senza un burqa?
Attraverso la danza parlare di tutto questo.
Pulsioni inconsce e riflessioni sul simbolico dell'oggi.
Il lavoro nasce da un processo di improvvisazioni e domande al gruppo formato da 5 giovani danzatrici e attrici napoletane.Non vuole essere una generica vulgata neo femminista ma un nostro sguardo ed eco interiore sul femminile oggi nella sua irriducibile specificità
In scena 5 modelli trattati in maniera ironica: la donna sull’orlo di una crisi di nervi, la donna sacra, la donna bambina, la donna velina e la donna maschio.
Il lavoro procede per visioni attraversando momenti di poesia teatrale.
Il trash dell’oggi ci chiede di essere attive e vigili,così da poter diventare esilarante linguaggio teatrale.

Anna Redi: Regista, danzatrice e attrice. Nel suo percorso ha lavorato con Mario Martone, Pippo Delbono, Wm Vandekeybus, Enzo Moscato, Arturo Cirillo, Alfonso Santagata, Marco Baliani, Pupi Avati e altri registi e coreografi. Ha vinto il Premio Scenario come autrice e attrice di Bagarie e Premio Girulà come migliore giovane attrice napoletana. Ha scritto e diretto numerosi spettacoli di teatro danza tra cui: Animula, Le stanze di Penelope, Sono sfiorite le rose, Pà e Matres Matutae presente a numerosi Festival europei e al Festival Magdalena a Bogotà. E’ collaboratrice alla sceneggiatura de I giorni dell’abbandono, regia di Roberto Faenza, presentato al Festival del cinema di Venezia 2005. Nel 2008 è trainer per l’attrice.Giovanna Mezzogiorno.
Dal 2000 collabora con Chiaradanza (Napoli) e True-love (Savona).
Dal 2001 ha curato i movimenti coreografici per le seguenti Opere liriche: Don Giovanni e Le nozze di Figaro, regia di Mario Martone Teatro San Carlo di Napoli e nel 2007 La Boheme, regia di Dino Gentili,.Machbeth regia Andrea De Rosa e per Salisburgo Il Matrimonio Inaspettato diretto dal Maestro Riccardo Muti.
Insegna teatro danza a Napoli e ai Festival Unidanza presso le Università di Barcellona nel 2002, di Madrid e Bogotà nel 2006.
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4/5 Aprile ore 21
Rassegna "Giovani Promesse Destinate ad una Fine Certa"
Terza Edizione
a Cura di Azzurra De Zuanni
Organizzata da Duncan3.0 con il patrocinio del VI Municipio e della Provincia
Partecipano:
SABRINA BROSO
ILARIA BRACAGLIA & ARIANNA DI STEFANO
CHIARA CASCIANI
TEATRO DELUXE
LUCIANA MANCA
LEONARDO MILANI
FEDERICO UGHI
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Giovani Promesse nasce da un quesito inquietante di una  giovane artista: se tu a 39 anni sei considerato un giovane artista io a 26 cosa sono? Inoltre in un paese dove l’intrattenimento regna (spesso spacciato per arte) che futuro hanno gli artisti che tengono duro e che non compiacciono il gusto massificato?
La Rassegna alla sua terza edizione vuole dare spazio agli artisti tra i 20 e i 30 anni che agiscono trattando temi scomodi o con modi innovativi rispetto alle proposte convenzionali.
La rassegna prevede la libertà di tema e tutte le forme espressive, ogni serata si presenterà una selezione di lavori e artisti, la selezione avverrà sulla originalità della proposta e sulla qualità di realizzazione. Danza, teatro, videoarte, fotografia e pittura, istallazioni, performance, musica e chiaramente tutte le contaminazioni e sperimentazioni.
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Martedi 31 marzo dalle ore 20,00
presso il
Faenas Cafè
DUNCAN 3.0 PARTECIPA ALL'EVENTO
"Video Up the River"
con una performance dal titolo
DUELLANTI
interpreti: Ylenia Taddia, Caterina Galloni
Testo: Tony Iost
Voce Recitante: Angelo Airò Farulla
Coreografia/Regia: Daniele Sterpetti
Musica : Dr. Stu-Dj Roy
Produzione Duncan3.0
drink+food 6 Euro
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Sabato 28 & Domenica 29 Marzo ore 21
Serata dedicata ad Allen Ginsberg:
Due lavori uno di Luigi Parravicini
e l'altro di Chiara Casciani
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Howl
di Allen Ginsberg ( prima parte )
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“Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte da pazzia, morir di fame isteriche nude strascicarsi per strade negre all’alba in cerca di una pera di furia………………..
che povertà e stracci e occhiate fonde e strafatti stavan lì a fumare nel sovrannaturale buio di case con acqua fredda librati sui tetti di città contemplando jazz…”

Reading perforante, performante e sonoro, al confine tra poesia sonora e teatro, tra rumore e silenzio, tra mobile e immobile.

"Howl” venne scritto tra il 1955 e il 56 conservando ancora una contemporaneità disarmante.
Il suo editore Ferlinghetti venne arrestato, Allen Ginsberg era per sua fortuna in Europa.
Allen Ginsberg è stato uno dei maggiori esponenti del movimento Beat Generation, insieme a Kerouac, Burroughs, Ferlinghetti, Corso e altri ancora sono riusciti ad interpretare le inquietudini moderne sapendo fondere trasgressione e serietà, impersonando un sogno di tutti: essere davvero liberi e fuori dalle gabbie dei condizionamenti. Alla Beat Generation inoltre aderirono artisti visivi, musicisti jazz, rock e “colti”.

Ideazione, composizione ed esecuzione sonora e vocale di Luigi Parravicini
Video : u-mix
Produzione artistica u-mix.org
Durata : 30 minuti circa
Per i forti contenuti presenti nel testo lo spettacolo non è consigliabile ai minori.

Luigi Parravicini
musicista polistrumentista, performer
Ha composto musica per teatro, danza, poesia sonora, installazioni visive, siti web, documentari naturalistici e radiodramma, curando in prima persona il percorso sonoro in tutti i suoi aspetti fin nei dettagli più tecnici
( registrazioni, elaborazioni elettroniche, missaggio, ecc.).
Ha cominciato recentemente a dedicarsi alla realizzazione di cortometraggi e il suo primo lavoro ha vinto nel 2007 il 1° premio al concorso video “ Città, architetture, territori , made in Italy, Italy in made “ indetto dalla Fondazione Libero Bizzarri con un video documentario dal titolo “ Moka che passione…..”.
Nel 2008 realizza il cortissimo “ Uno studio approfondito “, è tra le tre opere segnalate alla fase finale del concorso di Arte digitale “ Fondamenti di Temponautica “ MAT museo arte tempo – città di Clusone (BG)
www.u-mix.org
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CHIARA CASCIANI
“Pioggia di provincia”
– solo di danza –
…che sedevano dentro scatole respirando al buio sotto il ponte…
…che si tagliavano i polsi tre volte di seguito senza successo…
…una rosa di carta gialla avvolta a un ometto in fil di ferro nell’armadio…
frammenti da “Howl”
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Chiara Casciani
Studia danza classica e contemporanea a Roma con Milena Zullo, al Corso di formazione dell’Aterballetto diretto da Mauro Bigonzetti a Reggio Emilia, al The Place a Londra. Frequenta corsi e seminari con Raffaella Giordano, Virgilio Sieni, Ariane Mnoushkine.
Negli ultimi anni incontra la danza butoh seguendo seminari con la compagnia Lios, Masaki Iwana, Akira Kasai, Yoko Muronoi, alla ricerca di un’espressione più personale e autentica.
Intende il lavoro fisico del danzatore come un’indagine sul proprio corpo, una ricerca di uno stato di apertura allo spazio circostante, in ascolto di un’interiorità da cui possa nascere un movimento che ne sia la manifestazione visibile.
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La compagnia Arti Illesi residente a Duncan3.0 parteciperà a D10 al Teatro Furio Camillo,
Giovedi 19 Marzo alle ore 21 proietterà l'ultimo lavoro video:

“Caronte. Appunti di un Viaggio Beato”
opera di videodanza creata dalla Compagnia Arti Illesi e realizzata con il
sostegno IMAIE e di Duncan3.0.
L’opera è un viaggio negli inferi, lo spettatore viene portato in cinque diversi
gironi dell’inferno (metafora di stati alienati della società contemporanea)
attraverso la figura/guida di Caronte
Si attraversano stati di dannazione con un terribile sospetto di conoscere quelle emozioni.

Durata 42 Minuti
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Progetto; Regia; Coreografia; Testi e montaggio video: Daniele Sterpetti
Assistente coreografia e progetto; trucco e costumi: Azzurra De Zuanni
Interpreti: Azzurra De Zuanni, Camille Mutel, Simona Pettinari,
Serena Cifuni, Ilaria Bracaglia, Federica Porcari.
Musica e Voce recitante: Angelo Airò Farulla.
Scene: Elena Fatichenti.
Luci: Danila Blasi
Operatori di ripresa: Massimiliano Navarra & Marco Ricchello
Fotografo di Scena: Paolo Porto 

 L’opera è un viaggio negli inferi, lo spettatore viene portato in cinque diversi 
gironi dell’inferno (metafora di stadi alienati della società contemporanea); 
attraverso la figura/guida di Caronte di cui si sentono solo le parole senza mai 
poterlo vedere, si visiteranno cinque ambienti: 
La stanza della Corsa (o della Dinamica): Muoversi cercando di stare al 
tempo. il ritmo aumenta i movimenti devono seguirlo, lentamente sale la 
pressione e i movimenti diventano affaticati e scoordinati. Una sensazione di 
ansia mai placabile. 
La stanza dell’Anelito: La punizione consiste nel creare aneliti, come se un 
vento alternato desse la flebile speranza di un innalzamento, di un’altra 
possibilità. Il moto del vento non è continuo, gli esseri vengono innalzati e 
rilasciati in una tremenda giostra di emozioni. 
La stanza del Sangue: la pietà viene trasformata in un gusto sadico nella 
distruzione del prossimo. 
La stanza del Lavorio Inutile: chiusi in scatole, un lavorio incessante, senza 
frutti e senza scopo. 
La stanza della Cablazione: anche i dannati si riposano, una stanza 
“vacanza” dove i dannati si possono cablare al nulla, entrare in uno stato di 
oblio per non “sentire” e non pensare. 

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Sabato 7 Marzo ore 21
Domenica 8 Marzo ore 21
Duncan3.0 presenta:
L'epimeteide in
"Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie"
Romanza su una nota sola
di Angelo Airò Farulla ed Elena Fatichenti
dalla "Operette morali" di Giacomo Leopardi.
Una coproduzioneDuncan3.0
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suono, esecuzione ed azione: Angelo Airò Farulla
space design, immagine: Elena Fatichenti
light design: Daria Pastina
manifesto: Diego Mazzaferro

La morte è ciò che insiste nei segni. È ciò che fonda il significare. Rappresentare la morte porta a rappresentare un paesaggio, situazione effimera e volatile, di trama larga; rappresentare un qualche cosa di non circoscrivibile con un unico sguardo. Lo spazio di rappresentazione della morte è uno spazio liturgico, scomposto e articolato in gesti e tessiture aeree, cadenzate; è uno spazio che ottiene l’estasi (ex-stasi, come dislocamento) nella tautologia del rito. Indica cose che non ci sono. La rappresentazione è dunque mistero del senso (del racconto) e liturgia dei significanti.

Sulla morte, poi, ognuno proietta le proprie sembianze; anche se in forma d’altri. È un gioco di controfigure e scatole cinesi che si fonda sull’assunto: “io, uomo, sono l’autore di ciò che percepisco”, essendomi connaturata l’azione del significare dall’unico punto di vista che possiedo.

Unico (se inteso al di là della percezione) è anche il corpo, o volontà, che accoglie la visione: il corpo imbalsamato delle mummie nel quale convergono due qualità difformi e differenti d’interpretare la morte: la prima è quella “comune”, di Ruysch, che vede la morte come dolore e pericolo e che nello studio dell’imbalsamazione cerca di arginare quell’inquietante surplus di vita ch’è del cadavere e della putrefazione; la seconda è quella leopardiana, del coro, che parla della morte come diletto e quiete.
Queste due istanze sono compresenti nell’unico corpo (dittico), nell’unico testo disponibile (dia-logos), vocabile: quello del cadavere perfettamente conservato, situato in un luogo che non è né di qua (vivo), né di là (morto, vanito), né nel mezzo (cadavere in putrefazione). È un corpo significante, che occupa il posto di qualcos’altro, disponibile, in quanto immagine simbolica, all’incarnazione di una voce (coro) e alla rappresentazione del Ruysch. Il coro è il luogo del significante.
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28 febbraio ore 21
Zeitegeist presenta:
SALAT-Terzo studio
di Stefano Taiuti
Una coproduzione Duncan 3.0
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interpreti: Stefano Taiuti, Maddalena Gana, Michela Mucci
con la partecipazione straordinaria di Reda Buissel
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Domenica 15 Febbraio ore 19
Una serata di improvvisazione di danza e musica
"Ka"
Dissolvenze tra desiderio e azione

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con:
Azzurra De Zuanni & Daniele Sterpetti
Mauro Tiberi e Roberto Bellatalla
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Sabato 7 Febbraio ore 21
Domenica 8 Febbraio ore 18
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Teatro delle Apparizioni presenta:
UNO
spettacolo dai 4 anni in sù
Vincitore del premio FIT/ Festival Internazionale del Teatro 08 (L'Altro Festival) - sez. teatro ragazzi - Lugano
di Fabrizio Pallara e Dario Garofalo
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regia Fabrizio Pallara
con Dario Garofalo
 
composizione ed esecuzione al pianoforte Valerio Vigliar
consulenza materiali di recupero
associazione culturale “La luna al guinzaglio” (PZ)

con il sostegno di
“Duncan 3.0”, Roma
kilowatt Festival, Comune di Pieve S. Stefano (AR)
con il contributo di
GRUPPO MAZZILLI s.r.l
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Sabato 31 Gennaio ore 22
DARKCITY
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Performance multimediale
con 
VU METERS (musica)
MAURO TIBERI (voce)
ARTI ILLESI: Azzurra De Zuanni & Daniele Sterpetti (visual and body action)
...Lo spazio dell'immaginario...
La musica visionaria dei Vu Meters, la voce ancestrale di Mauro Tiberi e la danza del corpo umano prodotta e videomanipolata in tempo reale da Daniele Sterpetti e Azzurra de Zuanni
Un viaggio nel mondo della percezione...
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Una Coproduzione:
Duncan3.0 + Mauro Tiberi + Arti Illesi + Vu Meters
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24 Gennaio ore 21
25 Gennaio ore 18
Una serata di Danza con: Francesca Burzacchini, Laura Ulisse, Stefano Taiuti

SALAT (secondo studio) di Stefano Taiuti
Zeitgeist presenta
un progetto di Stefano Taiuti.
Prodotto in residenza e con la collaborazione di Duncan 3.0.

Il piano di lavoro prevede due fasi, al termine delle quali saranno presentati un secondo ed un terzo studio su Salat.
Un primo studio è già stato presentato nelle semifinali del premio Dante cappelletti 09.

Salat è un lavoro sulla preghiera mussulmana, una riflessione dall’esterno su quelli che sembrano i temi più inconciliabili fra le nostre due culture, e una ricerca sulla essenza ultima della preghiera come atto di devozione.
La rigidità delle norme e delle forme dettate dal Corano in realtà sembrano allontanare ed escludere qualsiasi tipo di riflessione esterna, intendendola come un attacco ingiustificabile alla propria fede, e nello stesso tempo l’osservanza letterale della legge Coranica sembra condurre inevitabilmente al conflitto.
Tuttavia la professione di fede e l’apertura mentale di milioni di mussulmani moderati,lascia sperare nella possibilità di una pacifica convivenza,nonché di un reciproco arricchimento.
A questo fine si tenta anche di rivelare ciò che vi è di più bello ed universale nella Salat, di far conoscere ed apprezzare gli aspetti meno evidenti di questa pratica millenaria di profonda fede che vede nella unicità di dio il suo fondamento, che invita gli uomini alla carità ed al rispetto, che nell’atto dell’orazione offre al fedele uno strumento perfetto di comunione.
Ma cosa è pregare?
Forse un momento di raccoglimento e di ascolto,di verità,quella che ogni cuore conosce,di ringraziamento e di perdono, di offerta, di abbandono, di sottomissione.
In che modo la forma della preghiera coadiuva e determina questo stato?
Una serie di intenzioni, dichiarazioni e movimenti ha questo potere sullo spirito, ma che forma prende la preghiera quando invece è lo spirito a plasmare il movimento?

COSTOLA (studio)
un progetto di Francesca Burzacchini
con Francesca Burzacchini
produzione LE-GAMI
in collaborazione con AMAT
e Civitanova Danza

 “A volte si vive in uno stato di attesa e la mente costruisce immagini che scorrono come il susseguirsi dei fotogrammi nella pellicola di un film. Non sempre è facile capire da dove arrivano, né dove portano. Una possibilità è lasciarle fluire liberamente, essere una sorta di osservatore attento e distaccato. Come accade nella meditazione yoga: attraverso una condizione d'immobilità fisica la mente cerca il vuoto e tuttavia si affolla d'immagini. Per superare questo momento basta aspettare, con pazienza”. 
Nello spazio dilatato dell'attesa, il tempo scivola sul corpo di una donna sola. Distesa, si abbandona a gesti lenti, deformati nella loro durata, covando l'irrequietezza della trasformazione. Movimenti dinamici si dipanano in mutevoli direzioni, si congelano per riprendere stati dell'essere di rinnovate attese.
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Curriculum Vitae 

Francesca Burzacchini consegue la maturità classica e un diploma in pianoforte presso l’Istituto per la Musica Pietroni di Macerata. A Bologna studia danza classica presso la Scuola  Professionale Endas Ensemble (Eugenio Scigliano, Gabriella Cohen, Marika Mazzetti), danza contemporanea presso il Centro Danza Isadora (Teri J. Weikel, Nicola Laudati) e hata yoga  presso il Centro Natura. Ha danzato per Teri J. Weikel, Nicola Laudati e Arnaldo Zanna. Dal 1992 insegna hata yoga.

Nel 2004 è co-fondatrice della compagnia Le-gami e danza in tutte le sue produzioni.



A TRE SECONDI DA QUI
un progetto di Laura Ulisse
con Laura Ulisse

Ridefiniamo i nostri ruoli. L’alibi del tempo non può scalfire le colpe.
Eppure si può uscire.
Eppure deve finire.
Scappiamo e troviamo rifugio a tre secondi da qui, in un posto che solo noi sappiamo.
E ci scaldiamo con il suo vento caldo.

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A Tre secondi da qui nasce da uno studio su una condizione umana di solitudine, di unione con la propria intimità; un viaggio nel proprio mondo interiore alla ricerca di una intima forma di espressività.

Il punto di partenza è una condizione apparentemente reale, tangibile, quotidiana, ma viene poi indagato e svelato quello che si cela dietro questa realtà; un luogo senza tempo e senza spazio, che contiene le abitudini, le  speranze e le intenzioni di ognuno di noi, una dimensione altra densa di possibilità di conoscenza e crescita.
Viene esplorato questo luogo e vengono scoperte nuove dimensioni, nuove possibilità.
Tutto questo si riflette nel corpo, visto come strumento di esplorazione e di manifestazione di quello che è il rapporto di noi con ciò che è reale, concreto e tangibile,  con ciò che ci sostiene e ci aiuta a stare.
Siamo sbranati dalla realtà ogni giorno, invasi da quello che ci circonda.
Talvolta è difficile andare verso il cambiamento, ci si affaccia verso o è necessario difendersi; non sempre riusciamo ad accettare ciò che ci cambia, che ci muta...e allora scappiamo.
La fuga da qualcosa che odiamo, da qualcosa che ci disequilibria, da qualcosa che amiamo.
Siamo abituati a vivere dentro delle regole, siamo vittime di etichette.
E' difficile indagare quello che siamo veramente...e quando stiamo per capirlo, spesso, qualche volta, raramente, scappiamo e troviamo rifugio a tre secondi da qui, nel nostro guscio, nel nostro nido dove possiamo urlare veramente quello che siamo.
Altre volte, rimaniamo immobili, sotto un mantello di polvere e silenzio, a osservare quello che si muove attorno.
Ci ritroviamo in una dimensione quasi onirica, e quando si avvicina il reale, allora si scappa di nuovo o si continua a sognare altri luoghi e altri mondi in attesa di una nuova realtà.
L'attesa fa parte di noi, continuiamo ad esistere in attesa.
Sono le nostre aspettative, i nostri obbiettivi, i nostri desideri.
Li guardiamo da lontano e li attendiamo nei nostri sogni....a tre secondi da qui
in un posto che
solo noi
sappiamo dov’è.
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Laura Ulisse è  laureata in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Bologna.
Si è formata in danza contemporanea a Bologna studiando con Teri J. Weikel e Simona Bertozzi e ha frequentato in Umbria il C.I.T. (Contemporary Interpreter Training) ciclo di formazione per arti performative contemporanee  promosso da Deja Donne Company  seguendo corsi con vari artisti tra cui Julyen Hamilton (UK), Simone Sandroni (Italy) e Nordine Benchorf (France).
Ha inoltre preso parte a workshops con Ivan Wolfe, Inaki Azpillaga, Howard Katz Fireheart, Khosro Adibi, David Zambrano, Rebecca Murgi, Virgilio Sieni, Monica Francia.
Recentemente ha ottenuto una Borsa di studio all’interno del  Premio GD’A 2008 promosso dalla Rete Anticorpi.
Ha danzato per TIR Danza, Gruppo Krisis, Deja Donne Company e Teatr Novogo Fronta.
E’ stata co-coordinatrice di gruppi di Danza-Movimento Terapia con persone affette da Morbo di  Parkinson nell’ambito del progetto europeo Edupark  in collaborazione con l’ Università di Bologna ed attualmente collabora al progetto Dance Greenhouse (Danza Terapia a sostegno di bambini affetti da difficoltà motorie ed espressive) con Tanzelarija, ente promotore della danza contemporanea in Bosnia con sede a Sarajevo.
Dal 2006 collabora con l’associazione Movimentale fondata dal videomaker Gilles Toutvoix nella creazione di installazioni site specific di interazione live video/musica/danza.
Attualmente danza nella nuova creazione Untitled #425 del gruppo Le-gami e crea come autrice A tre secondi da qui.
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10 & 11 Gennaio ore 19:
MAURO TIBERI 
I CANTI MISTERICI
Suoni e Canti che emergono dagli antichi testi orfico
dionisiaci del III secolo avanti Cristo
Mauro Tiberi: voce e contrabbasso
Roberto Bellatalla: contrabbasso

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Sabato 20 Dicembre ore 21
Domenica 21 Dicembre ore 18
L' Epimeteide
presenta:
Don Juan. Autoritratto #1
Con l’infruttuosa intromissione di Sant’Ignazio di Loyola

Una Coproduzione Duncan3.0
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L’epimeteide, formazione artistica fondata da Angelo Airò Farulla
e da Elena Fatichenti, dopo la vittoria della quarta edizione del
Premio Internazionale della Performance dell’ottobre scorso,
presenta – in coproduzione con il centro per-formativo per le arti
contemporanee Duncan3.0 di Roma; ed in collaborazione con la
danzatrice Camille Mutel - la performance site specific:

“Don Juan. Autoritratto #1
Con l’infruttuosa intromissione di Sant’Ignazio di Loyola”
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Lettura trasversale e barocca del mito del Don Giovanni, la
performance viene giocata nell’intrinseco rapporto tra Eros e
Thanatos, nella proiezione del desiderio come sentimento d’una
mancanza. L’erotismo, soggetto ed oggetto dell’opera, viene
presentato come fenomeno dell’immaginazione, produttore di un
eccesso di significanza.

Intento dell’opera è quello di non concludere un’altra volta questa
novella; differirne la fine. Trattenere il giudizio sul Don Giovanni
e lasciare aperta la strada all’interpretazione: da strada, cammino,
per-corso, a piazza, luogo di catastrofi (stratificazioni), dis-corsi.

La novella si svolge in un cimitero. Nel luogo deputato a presagire
la fine incosciente dell’eroe libertino.

Il continuo sprofondare delle figure, intorno e dentro ad un
mausoleo dell’amore, bara e letto nello stesso tempo, di contro
all’inferno della versione classica, o al cielo delle scritture
ottocentesche, sospende l’azione diretta nel poco prima o nel
poco dopo della scena fatale, rimandando e superando così la
morte, la punizione a seguire, il giudizio o l’assoluzione.

Si assiste ad un precipitare a vuoto del cimitero, ad un continuo
modularsi di quell’ irrevocabile che accompagna la morte; presagi
antichi che si deridono da soli, riconsegnando l’opera e la
memoria di Questo mito alla sua eternità.

La performance andrà in scena sabato 20 dicembre alle ore
21:00, e domenica 21 dicembre alle ore 18:00, presso il centro
per-formativo per le arti contemporanee Duncan3.0, via
Anassimandro 15, Roma.
Il comunicato stampa.

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Sabato 6 & Domenica 7 Dicembre ore 21
Lunedi 8 Dicembre ore 18
Venerdi 12 e Sabato 13 Dicembre ore 21
Domenica 14 Dicembre ore 18
L’Associazione culturale teatrale Metamorphè
presenta Toro Seduto 
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L’Associazione culturale teatrale Metamorphè, che svolge attività teatrale in forma amatoriale sul territorio di Roma e provincia da diversi anni, propone la promozione, attraverso il teatro, di una efficace integrazione di categorie sociali che, in quanto rappresentanti diversità culturali, linguistiche o disabilita’ fisiche, ancora oggi, spesso, sono oggetto di discriminazione e non trovano un equilibrio armonico nella societa’.
Metamorphè intende dar vita a opere che, utilizzando nuovi linguaggi teatrali, abbiano un forte impatto emotivo e coinvolgano le comunità in termini di:

-     diffusione di una maggiore sensibilità e consapevolezza su tali tematiche;

-     partecipazione a dibattiti e convegni da parte di associazioni territoriali con esperienza consolidata sulle tematiche degli spettacoli;

-     partecipazione a incontri e seminari teatrali da parte di categorie con minori opportunità di crescita culturale;

In questo contesto l’obbiettivo è favorire la crescita culturale nel territorio, il rafforzamento della coesione tra le diverse espressioni delle comunità, la formazione e l’identificazione di esigenze culturali da parte specialmente di giovani, donne, disabili, ecc. 

Per fare ciò ci si basa su opere teatrali che, superando la tendenza al puro intrattenimento, realizzino con la ricerca di una forma artistica che utilizza un linguaggio universale e diretto, lo scopo di favorire l’abbattimento di ogni tipo di barriera, la comunicazione tra “diversi”, una maggiore comprensione reciproca e, in buona sostanza, una migliore qualità della vita.

La necessità di dare corpo a tali opere deriva direttamente dal confronto con la vita, dalla consapevolezza delle ingiustizie che spesso ci colpiscono e dal bisogno di esprimere tutto ciò in forma artistica. Inoltre in questo modo le attività teatrali di carattere amatoriale trovano uno spazio di espressione in diretto contatto con le realtà territoriali.
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 Lo spettacolo “Toroseduto. Storie di normale disabilità” affronta la tematica della disabilità fisica: il testo è stato scritto da Michele Franco, un componente dell’associazione Metamorphè che, dal 2005, in seguito ad un incidente stradale, è direttamente coinvolto nella problematica. Nell’opera vengono ribaltati i luoghi comuni più frequenti relativi a chi si trova a vivere su una carrozzina e si propone una visione finalmente integrata del disabile, lontana da semplici patetismi e più aderente alla realtà.

“TOROSEDUTO - STORIE DI NORMALE DISABILITÀ”
Chi era Toro Seduto? Un condottiero Sioux, forte e coraggioso, che non aveva paura. Un capo impavido, che non esitò a combattere contro gli invasori della sua libertà, sua e della sua gente; contro chi minacciava di togliergli con le armi il respiro e la vita stessa. Toro Seduto, probabilmente, correva a cavallo nelle sconfinate praterie che occupavano l’America prima che fosse invasa da grattacieli e fast food, da armi a buon mercato e coca cola. Chi è Toro Seduto oggi? Toro Seduto oggi è chiunque scelga di non abbassare la testa, chiunque mantenga lo sguardo fisso all’orizzonte, perso tra prateria e cielo. Fino all’obiettivo da raggiungere. Toro Seduto, così come lo racconta Michele Franco, è il dj della “radio della riserva”. Toro Seduto ha smesso di camminare dopo un brutto incidente che, come ci racconta proprio lui, gli ha “spezzato la colonna e la vita”. Un incidente dopo il quale si potrebbe, semplicemente, smettere: smettere di pensare, di sentire, di provare e di andare. Smettere di vivere. Un incidente dopo il quale Toro Seduto ha scelto di rialzare la testa. Con fatica, ma di rialzarla. E ha scelto di intraprendere un viaggio. Un viaggio lungo, faticoso, spesso doloroso. Un viaggio che passa attraverso le sue parole, le parole urlate o sussurrate dalla sua radio. Parole ascoltate da molte altre persone che si trovano nella sua stessa condizione. Ascoltatori, lontani o vicini, che sanno condividere il dolore, l’amarezza, la gioia, la speranza e il disincanto. Un popolo di altri Toro Seduto che combatte contro le strutture inospitali ed il pregiudizio, contro tutta quella parte di mondo che vorrebbe relegarli alla condizione di invisibili. Invisibili perché disabili. Disabili ma non finiti. Ed è questo che Toro Seduto racconta tutti i giorni. È questo che passa attraverso le parole e la musica. Le “canzoni senza tempo” che danno l’energia e la spinta necessaria per andare avanti. Perché non importa se si va incontro al futuro volando, in treno o in carrozzina. L’importante è andare. Parola di Toro Seduto.
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Sabato 29 Novembre
ore 21

Duncan3.0 in collaborazione con il CDL presentano:
Arti Illesi Showroom
La compagia Residente a Duncan3.0, presenta uno studio e un opera video
Lo studio:
AntiRomantik
Interpreti: Azzurra De Zuanni & Daniele Sterpetti

a seguire in anteprima nazionale
la Proiezione del Mediometraggio: Caronte Appunti di un Viaggio Beato
della Compagnia Arti Illesi.
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Foto di Paolo Porto
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L’associazione Culturale Duncan3.0 è lieta di annunciare la presentazione in anteprima Nazionale del mediometraggio:
“Caronte. Appunti di un Viaggio Beato”
opera di videodanza creata dalla Compagnia Arti Illesi e realizzata con il
sostegno IMAIE e di Duncan3.0.
L’opera è un viaggio negli inferi, lo spettatore viene portato in cinque diversi
gironi dell’inferno (metafora di stati alienati della società contemporanea)
attraverso la figura/guida di Caronte
Si attraversano stati di dannazione con un terribile sospetto di conoscere quelle emozioni.

Durata 42 Minuti
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Progetto; Regia; Coreografia; Testi e montaggio video: Daniele Sterpetti
Assistente coreografia e progetto; trucco e costumi: Azzurra De Zuanni
Interpreti: Azzurra De Zuanni, Camille Mutel, Simona Pettinari,
Serena Cifuni, Ilaria Bracaglia, Federica Porcari.
Musica e Voce recitante: Angelo Airò Farulla.
Scene: Elena Fatichenti.
Luci: Danila Blasi
Operatori di ripresa: Massimiliano Navarra & Marco Ricchello
Fotografo di Scena: Paolo Porto
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Sabato 22 e Domenica 23 Novembre
ore 21

Duncan3.0 & CDL
presentano una serata di danza oriente/occidente
nel programma:
Isabella Venantini presenta: M.A.M.
C'è un nucleo composto da una massa vivente inarticolata. È appena nato e si muove. L'ammasso informe cerca un humus in cui svilupparsi... ora si divide trasformandosi in corpi singoli legati da sinapsi, consequenziali ed in alternanza. Un equilibrio cosmico dà autonomia ai tre elementi: tre donne. In una prevale l'istinto e gli arti sono dissociati; nell'altra vince il cuore e l'arte è passionale; la terza è melliflua perché è la mente che la guida. Inevitabile la morte dopo la vita! ...così il nucleo si ricompone chiamando a sé i suoi corpi. Torna nel buio; cerca un luogo in cui implodere. "MAM-Metamorfosi Al Microscopio" è una danza breve. È il concentrato di un progetto più ampio che svilupperò nel tempo. È la mia idea della vita: quella materia che è prima neutra, poi si definisce, quindi si annulla. La trasformazione di un seme che sarà un fungo o quella di un feto che sarà persona oppure del magma che sarà cenere.
Interpreti: Isabella Venantini, Flaviana Conti, Stefania Torrisi.
Produzione: Isabella Venantini, Excursus, Duncan3.0

Chiara Casciani presenta: LUNARIA
Studio su un corpo attraversato da fili immaginari.
Musica: Federico Ughi, Daniel Carter, Blanc
Chiara Casciani (1980) Studia danza classica e contemporanea a Roma con Milena Zullo; frequenta il corso di Formazione Professionale per Giovani Danzatori a Reggio Emilia organizzato dall’Aterballetto; ottiene il Certificate of Higher Education alla London Contemporary Dance School. Frequenta seminari con Raffaella Giordano, Giorgio Rossi, Carolyn Carlson, Virgilio Sieni. Negli ultimi due anni partecipa a laboratori con la Compagnia Lio¯s, Masaki Iwana, Silvia Rampelli, Yoko Muronoi, Akira Kasai.

Yuko Ota e Roberto Bellatalla presentano: IMPROVVISAZIONE
Un Improvvisazione con Yuko Ota (Danzatrice butoh) e Roberto Bellatalla (contrabbasso).
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Sabato 8 ore 21 & Domenica 9 Novembre ore 18:
"ImproBabilon night"
(notte improbabile!)
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La prima parte dello spettacolo offrirà agli spettatori la possibilità di esplorare i diversi spazi del Duncan 3.0. Come turisti in un museo curioseranno fra le varie opere esposte, opere che si creano nel momento in cui vengono osservate e non rimangono mai le stesse! Ad ogni visita ci sarà qualcosa di nuovo da gustare…
Nella seconda parte, invece, i visitatori se ne staranno comodamente seduti, sarà lo spettacolo ad avvicinarsi.
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ImproBabilon è un collettivo di danzatrici/ori, nato circa un anno fa, che mette la
danza al servizio dell' IMPROVVISAZIONE, creando spettacoli
estemporanei e componendo spazio e tempo all'istante.
Stupirsi, liberarsi, fidarsi e costruire senza un leader che decide e dirige.
Un esperimento sulla creazione collettiva.
 
Secondo Henri Bergson: “L’istinto e l’intelligenza sono facoltà dirette a determinare l’azione pratica degli esseri viventi in risposta alle sollecitazioni dell’ambiente. Quando l’istinto ottiene la coscienza propria dell’intelligenza, conservando insieme l’immediatezza che l’intelligenza ha perduto, esso diventa intuizione”. E’ proprio ‘l’intuizione’ la qualità principale che sostiene il lavoro, lo strumento utilizzato per comprendere, favorire e sostenere ciò che sta accadendo in scena.
 
Ogni spettacolo è un'opera unica e irripetibile che nasce e muore nel momento stesso in cui si crea, venite entrambe le sere e lo scoprirete voi stessi.
Chi torna anche la seconda sera con un/a amico/a entra gratis!  

danza: Claudia Giordano, Claudia Pelliccia, Damiana Ferrari, Glenda Giacco, Marco Ubaldi
musica e audio live: Fabio Muccini (basso elettrico), laBa (tastiere, riproduttori radio e voce) 
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Venerdi 7 Novembre dalle 20 alle 22
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Un viaggio musicale attraverso i mantra del Kundalini Yoga e canti spirituali per celebrare la gioia di vivere.

www.mirabaiceiba.com
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Sabato 1 ore 21
&
Domenica 2 Novembre ore 18:

Presentazione del Lavoro svolto durante la residenza al Duncan3.0
Al ballo dei tali
Primo incontro
Danzatrice: Jeanne Barthes
Danzattore: Giovanni Magnarelli
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Questo studio nasce dall’esigenza di indagare lo stato ignoto di un corpo che lascia la sua tradizionale abitudine di spaziamento. 
I piani di lettura in realtà sono molteplici. Questo lavoro può essere considerato un ballo di due tali, un lui e una lei che non si incontrano mai o si ritrovano solo a determinate condizioni. L’esistenza di piani reali e virtuali complica la faccenda, però. E c’è un “retroscena”: una trama sottesa, che si può intravedere nelle silouhette di due corpi seduti al tavolino di un caffé. Quello che accade in scena è l’eco delle due silohuette oppure è la trama sotto traccia di quell’incontro?
La scena, al contrario del “retroscena”, é zona di spaesamento nella quale i gesti dei due personaggi sono un tentativo di emersione di piccole costruzioni di senso. Qui non ci sono parole per le cose. Ci sono soltanto cose, atti la cui natura rimane misteriosa e in cerca di definizione per chi le agisce e per chi la osserva.
La scena è l’illusoria strozzatura di un nastro di Moebius schiacciata in uno spazio bidimensionale. Zona d’ombra (o di luce), crepa impercettibile nell’apparente inesorabilità di quello che scorre.
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venerdì 17 Ottobre
ore 21
Moving Men
performance con Charlie Morrissey, Jackie Miredin e Adrian Russi e a seguire con RomaContact. Musica Riccardo La Barbera.
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Jam internazionale organizzata da RomaContact
14-19 ottobre 2008
workshop da martedì 14 a venerdì 17 ore 10-14 :
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Peso e Leggerezza
Voli e Cadute – trio e duetti in Contact-Improvisation
con Charlie Morrissey (Brighton / GB),  Jackie Miredin (Roma), Adrian Russi (Berna)
 
Questo workshop esplorerà la Contact-Improvisation in trio e duetto con tre danzatori/insegnanti di grande esperienza. Esploreremo il movimento ascensionale e l’elevazione, le prese e le cadute, l’elasticità e la connessione resistenza e la flessibilità – attraverso la relazione con due partner!
Lavoreremo con la tridimensionalità della consapevolezza ed esploreremo lo spazio sovrastante, sottostante, posteriore e anteriore – facendone un’esperienza sia interna che esterna, per facilitare un approccio agile e giocoso alle numerose scelte che incontreremo durante la danza. Utilizzeremo il “momentum” e il peso come catalizzatori per le prese, e troveremo il modo di percorrere il “momentum” creato dalla nostra massa in movimento.
Ci serviremo di questa opportunità di lavorare in trio per andare al di là di ciò che  percepiamo possibile nelle nostre danze, con la collaborazione di due partner che ci aiuteranno a trovare luoghi e percorsi che non siamo in grado di esplorare con un solo partner.
 Sii pronto a danzare! Questo workshop sarà fisico, divertente ed emozionante. E’ richiesta una buona base di Contact-Improvisation.
 
Charlie Morrissey (Brighton / GB)
Charlie Morrissay insegna danza da circa 20 anni. Lavora come insegnante, regista, performer, ricercatore. E un artista molto versatile. E basato a Brighton England. 
Il suo lavoro è  influenzato dalla lunga e continua relazione con Steve Paxton, Lisa Nelson, Scott Smith, K.J.Holmes, Kirstie
Simson, Christian Burns, Christoph Lechner, e molti altri.
 
Jackie Miredin (Roma)
Jackie Miredin lavora attualmente come insegnante e performer. Ha partecipato a numerosi festival in Europa. Il suo obiettivo è creare uno spazio in cui i danzatori possano esprimersi e sviluppare le proprie capacità come “mover” e performer. La Contact-Improvisation e l’improvvisazione sono i principali strumenti utilizzati. La sua ricerca è stat ispirata da maestri come Kirstie Simson, con cui performa spesso, Julyen Hamilton, Martin Keogh, Nita Little… solamente per nominarne alcuni.
 
Adrian Russi (Berna)
Impegnato intensivamente nel bodywork, nel lavoro energetico derivante dalle arti marziali, nella new dance and Contact-Improvisation da più di 15 anni.
Studia a Freiburg (Germania) la new dance al „bewegungs-art“  con il focus sulla improvvisazione libera e Bodywork-Craniosacrale con Eva Ficzko. Performa e insegna regolarmente in Svizzera e all’estero. Il suo lavoro è influenzato da diversi insegnanti, fra cui Steve Paxton, Nancy Stark Smith, Nita Little and Lilo Stahl.

venerdì 17:
               h 16-20 jam
               h 20-21 pausa
               h 21 performance "Moving Men" con Charlie Morrissey, Jackie Miredin e Adrian Russi e a seguire con RomaContact. Musica Riccardo La Barbera.

sabato 18:
                h 10:30-18:30 jam
                h 18:30-20:30 pausa
                h 20:30-22 spazio performativo aperto per i partecipanti  del workshop e della jam

domenica 19:
                h 10:30-17 jam
                h 17-18 cerchio finale
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Per maggiori informazioni e registrazione :
www.romacontact.com
infojam@romacontact.com
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Sabato 11 Ottobre alle ore 21,30
DARK CITY

Performance multimediale
con 
VU METERS (musica)
MAURO TIBERI (voce)
ARTI ILLESI: Azzurra De Zuanni & Daniele Sterpetti (visual and body action)
...Lo spazio dell'immaginario...
La musica visionaria dei Vu Meters, la voce ancestrale di Mauro Tiberi e la danza del corpo umano prodotta e videomanipolata in tempo reale da Daniele Sterpetti e Azzurra de Zuanni
Un viaggio nel mondo della percezione...
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Una Coproduzione:
Duncan3.0 + Mauro Tiberi + Arti Illesi + Vu Meters
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Info:
www.myspace.com/vumeters
www.myspace.com/maurotiberi
www.duncantrepuntozero.it/artiillesi 
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5 Ottobre 2008
ore 21
N.O.T.E.
spettacolo di Danza con
Michal Mualem (compagnia Sasha Waltz), Claudia Catarzi, Giannalberto De Filippis
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L’Associazione Culturale Duncan3.0 ha partecipato alla Notte Bianca di Roma, in collaborazione con il VI Municipio, organizzando la Via della Danza. Presso la via della sede Operativa, Via Anassimandro ha presententato il 13 settembre 2008 dalle ore 22 alle ore 3 una serie di performance e coreografie di 10 diversi gruppi e autori. La via è stata chiusa al traffico e liberata dalle macchine parcheggiate per offrire a chi ha voluto passare un contatto con l’arte danzata e teatrale estremamente diretto e vario. Chiaramente è stato possibile fruirne gratuitamente.


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Le compagnie e gli artisti che partecipano alla serata sono:

Compagnia Atacama:
"che succede se ti tocco?"
di e con Patrizia Cavola e Ivan Truol
"Telegiornale...."
di e con Marco Ubaldi

Compagnia Arti Illesi
un improvvisazione danzata di Azzurra De Zuanni e Daniele Sterpetti
Musica dal Vivo di Mauro Tiberi (voce), Fabrizio Santoro (stick).

Compagnia ZeitGeist
“Causa del Decesso”
un progetto di Stefano Taiuti

Isabella Venantini
“ La calma per finta”
interpreti Isabella Venantini e Stefania Bucci
Musica Giampaolo Ascolesi

RomaContact
"Incursioni notturne"
brevi danze estemporanee con musica dal vivo
danza: Fioralba Lombardo, Glenda Giacco, Ippokratìs Veneris
musica: Fabio Muccini

Cristina Morelli e Simona Zaccagno
“INDUO”
Suono Marco Erroi

Fabrizio Pallara (Teatro delle Apparizioni)
“Dipinti di pelle”
La pelle degli spettatori diventerà durante la serata un'unica tela in movimento,
e insieme daranno vita ad una grande e poetica danza, la danza di quelli che hanno scelto di esserci.

Performance Amartango
eseguita dagli allievi Di Vicky e Leo
presentano: Passi di Tango
Interpreti:
Matteo Cossidente
Gabriella Falzacappa
Davide Gasparini
Raissa Teodori
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