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................................................................... Gli eventi organizzati e ospitati a Duncan3.0 nella stagione 2009/10
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Domenica 11 Luglio ore 21 siamo orgogliosi di presentare: Water in my Solo
Una coreografia di Caroline Bo
Co-produzione Ballet National de Marseille
Dopo una prima tappa di lavoro presentata l’anno scorso al DUNCAN3.0
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Prima Italiana di "Water in my solo"
SENSAzioni condivise E apologia del corpo
Sulla base di aneddoti vissuti, “Water in my solo” nasce dalla sete. La sete, una sensazione che tutti abbiamo vissuto, rinvia al corpo, questo corpo che condividiamo tutti e che è al centro del discorso coreografico di Caroline Bo. “In Water in my solo”, il pubblico non sarà soltanto spettatore di una storia personale danzata, condividerà alcune frustrazioni, dei dilemmi e delle soddisfazioni vissute dall'artista. Il corpo umano, il nostro corpo è di rado recepito dal suo interno, si diffondono così facilmente ogni specie di verità e contro verità sulle quantità d'acqua da bere, i sintomi ed effetti della disidratazione e del proprio opposto. Tra voce e danza, il pubblico di “Water in my solo” osserva simultaneamente con l'orecchio e con l'occhio, dall'interno e dall'esterno, il corpo umano; essendo l'interno dell'organismo distaccato dalla voce registrata, essendo la parte esterna fisica presentata dai movimenti della danzatrice.
PARTNERS Coproduzione dal Balletto Nazionale di Marsiglia, sostenuto dal ministero della Cultura francese, dal Département des Bouches du Rhône e dal Institut Français Culturel di Berlino, la Prima mondiale di “ Water in my solo” ha avuto luogo nel teatro del Ballet National de Marseille, dicembre 2009. Residenze di creazione: Ballet National de Marseille, Pavillon Noir/ Ballet Preljocaj, Centre National de la Danse Paris, Studio Kelemenis Marseille, Tanzfabrik Berlin
Coreografia ed interpretazione Caroline Bo
Musica Jean-Philippe Barrios
Luci Jean-Bastien Nehr
Costumi Annabel Alves Sovieri
Produzione Elyane Buisson
Compagnie Caroline Bo 84, rue St Jacques - 13006 Marseille Francia compagnie@carolinebo.org tel : +33 685 57 39 23.................................................................................................................

Nella Giornata di Venerdi si esibiranno i gruppi:
Azzurra De Zuanni:
corso principianti coreografia: Caoticamente
corso avanzato coreografia: Nemus
Roberta Lutrario:
corso principianti coreografia: KoKoKu
corso avanzato coreografia: Divergenze
Simona Lobefaro:
coreografia: 1+1
Daniele Sterpetti:
corso principianti coreografia: Il Giardino che aspira alle meraviglie
corso avanzato coreografia: Sospese
Domenica si aggiungeranno:
Paola Campagna:
coreografia: Cassandra come un pesce fuor d’acqua
Sara Sartori:
Yi Quan e Tai Ji Quan - Energia e forma
Cristina Morelli:
coreografia: Giocando con Strauss
Ketty Russo:
coreografia: L’ incanto
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Sabato 5 giugno 2010 - ore 18.00
Il Centro Diurno di Via Monte Santo 71 - DSM ASL RME
responsabile Dr. Gianluigi Di Cesare
presenta:
Prova aperta del laboratorio integrato di community-dance
Le città invisibili
idea coreografica Theodor Rawyler
testi tratti da “Le città invisibili” di Italo Calvino
interpreti danzatori, attori, operatori, utenti che hanno condiviso quest’esperienza
con la partecipazione di Danila Blasi

Il testo de ”Le città invisibili” di Italo Calvino è stato punto di partenza per un viaggio in tre luoghi di Roma e provincia. Nella lettura abbiamo evidenziato alcuni nodi centrali da cui partire per la nostra esperienza di laboratorio di community-dance; vedere, incontrare, raccontare, restituire il vissuto dei luoghi, elaborarlo con il mezzo della danza come linguaggio e come forma di rappresentazione.
Ci siamo confrontati con luoghi forti, che già solo attraverso la loro architettura monumentale impongono una propria visione della realtà e della società che rappresentano.
Il castello Castello Odescalchi di Bracciano
La prigione - Ex casa di correzione di Carlo Fontana / San Michele a Ripa oggi museo
La piazza Piazza Mazzini
info tel. 0627858023 - ingresso libero




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Sabato 22 Maggio
ore 21
In occasione del laboratorio svolto al Duncan3.0
abbiamo il piacere di proporre una coreografia di Nina Dipla
(Danzatrice di Pina Bausch)
UN’ATTRAZIONE INVISIBILE
interprete e coreografia: Nina Dipla
Musique :Aphex Twin ,sound effects ,Vojtech a Irena Havlovi
Durata: 30 minuti
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Talvolta cado nei mari, onda furiosa oltrepasso.
Cado nelle mani degli ignoranti che mi acquistano a poco prezzo.
Talvolta salgo verso il cielo e mi trasformo nella ruota del destino.
Talvolta mi gonfio con la luna, talvolta giro attorno al sole.
Talvolta salgo sull'Ararat * e dico "Eccomi", mi scopro.
Talvolta sostituisco la vittima ariete, mi lascio immolare.
Talvolta sofferentei nel convento, talvolta pescatore nella taverna.
Talvolta danzatore nella ronda giro, talvolta saz di cui si gioca.
Talvolta prudente, talvolta impetuoso, nella folla mi confondo.
Talvolta signore, talvolta falco reale caccio e mi faccio cacciare.
Talvolta oceano, talvolta lago, talvolta sultano, talvolta schiavo.
Talvolta primavera, talvolta rosa mi sfoglio di mano in mano.
Non c’è né albergo né sosta, né corpo né essere umano.
Eccetto Dio, in sostanza, non c’è nulla, allora ditemi dove giro?
Echrefoghlou Roumi
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Siamo lieti di presentare uno spettacolo nato in residenza creativa Duncan3.0
Domenica 16 Maggio ore 21
FAMILY TRIP/una gita in famiglia
(Spettacolo di danza per tre danzatrici e un musicista)
Progetto: Glenda Giacco
Danza : Glenda Giacco, Claudia Giordano, Claudia Pelliccia
Musica composta ed eseguita dal vivo : Fabio Muccini

“Eravamo una famiglia così unita
che i vicini accorrevano per dividerci!”
W. Allen
Quando si sfoglia un album di vecchie fotografie di famiglia improvvisamente appaiono ricordi… personaggi quasi dimenticati, feste di compleanno, vacanze, abbigliamento e pettinature di altri tempi, ex parenti... Silenziosamente le foto ci supplicano di non dimenticare!
Quando siamo bambini e innocenti sogniamo tutti di mettere su una famiglia perfetta, ma com’è la famiglia perfetta? Come si sono incontrati i nostri genitori, quanto si sono amati, si amano ancora?
Ogni famiglia ha le sue sacre abitudini, ogni membro della famiglia ha le abitudini particolari a volte un po’ curiose… in ogni famiglia c’è almeno un/a figlio/a ribelle capace di inventarsi qualsiasi cosa pur di contrastare i genitori.
Con un sottile ma presente senso dell’umorismo si esplora l’universo famiglia senza cercare delle improbabili risposte rassicuranti, ma vivendo piuttosto l’eccitante avventura di perdersi per ritrovarsi, di distruggersi per ricostruirsi, giocando a carte con contraddizioni e compromessi.
“La famiglia è quasi universalmente riconosciuta come via maestra per l’accesso all’individualità, all’orizzonte referenziale immediato, alle modalità reattive primarie che connotano il comportamento interindividuale; perciò essa opera anche come una specie di schema funzionale che costituisce il tramite tra l’individuo nella sua singolarità e l’individuo come elemento di quell’insieme complesso che è la società […]”
Le Garzantine Psicologia - di Umberto Galimberti
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Sabato 8 & Domenica 9 Maggio
ore 21
Una Coproduzione Duncan3.0
Residenze Creative 2010:
Il Nuovo lavoro di Valentina Versino (Why Company)
MOTHER


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10 & 11 Aprile
ore 21

Rassegna Cronicamente
Una rassegna per il teatro di ricerca e contaminato, ospitiamo lavori che trattano la mente, la follia e le abberrazioni umane, per lo piu giovani compagnie e autori che hanno qualcosa da dire e che lo dicono in modi sorprendenti. La rassegna non ha limiti di età e si articola lungo tutta la stagione.
Quarto Appuntamento:
Retrospettiva
Fratelli Broche
Una performance
due video
Una videoistallazione
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I fratelli Broche sono un gruppo che si occupa di ricerca performativa e visiva attingendo dalle discipline di teatro, danza e video per la produzione delle loro opere. Il mezzo espressivo ricorrente dei loro show è il video-racconto e la performance live. Il progetto artistico Broche, proprio come una soap-opera si è sviluppato in capitoli, indipendenti fra loro ma legati da rimandi stilistici e narrativi. Il cast della soap-pop-opera Broche è costituito dalle figure classiche dello stereotipo familiare e i personaggi sono ad uso-e-consumo dell'albero genealogico.
POETICA "quattro pagine sui Broche" dal progetto: RICHIAMO ALL'ORDINE
Il testo di riferimento a cui i Broche si sono ispirati per creare la drammaturgia dello spettacolo è stato trovato nell'eredità di famiglia: il diario di una zia suicida.
Questo scritto racchiude in se un tema caro al gruppo Broche: la decadenza del sentimento.
Dal punto di vista della struttura abbiamo pensato al diario come un ampio testo teatrale e ogni sua pagina come la drammaturgia di una singola performance.
Da un primo studio sul testo, siamo passati a una ricerca degli oggetti appartenuti alla donna, diventati poi scenografia. Questi oggetti e vestiti, ereditati come memoria sono diventati feticci e punti centrifughi da cui esplodono le scene. Si è poi sperimentato uno studio fotografico sui performers coinvolti per studiare a loro volta i personaggi e immortalarli come eroine della storia. Il lavoro successivo è stato quello registico.
Le quattro pagine del diario scelte e riscritte raccontano in quattro episodi: il nascere di un amore e la sua inevitabile decadenza che diventa ossessione.
In scena si susseguono situazioni performative e narrative anticipate dalla lettura della rispettiva pagina.
Il meccanismo che sottolinea il lavoro è quello che genera l'effetto dello zapping televisivo.
In scena i tre personaggi:
un uomo: l'ossessione
una donna: l'eroina
un pierrot: a tratti memoria e a tratti coscienza
L'ambientazione storica compie un salto nel tempo. Se nelle prime due scene ci si trova negli anni '30, nelle ultime due gli anni '80 coronano le due epoche stesse, che si somigliano: essenze temporali dell'edonismo, della decadenza e dell'inquietudine.
La scelta del salto temporale è stata fatta per rafforzare l'idea dell'immutabilità del comportamento umano nel tempo, sempre servile nei confronti dell'istinto.
Nell'impianto scenico sono fissati due elementi scenografici che individuano un ossimoro sociale: un altarino dell''abbondanza sullo sfondo, e un bidone dell'immondizia sul proscenio. L'amore nasce al principio del palcoscenico e muore al termine di esso. Il centro propulsivo e centrifugo dell'amore e quindi gli elementi di scena che andranno a costruire la storia partiranno dall'altarino per finire poi tutti nel bidone dei rifiuti.
Con questo lavoro i Broche non si allontaneranno dal loro stile di soap-POP-opera, mettendo in scena i canoni televisivi contemporanei contrapposti a quelli della decadenza contemporanea. Dal punto di vista stilistico saranno presenti estetica decadente e fashion style per rappresentare quello che i Broche definiscono decadenza estetica contemporanea.
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VIDEO:
i video presentati sono da vedere come video racconti delle performance Broche a volte utilizzati in installazioni, a volte usati negli spettacoli alcune volte usati in notti di tempesta.
STILE:
miscellanea e ossimoro insieme di estetica decadente e POP, oggetti e spazi conturbanti perchè sconvolti dalla loro quotidianità. Le caratteristiche della fiaba introdotte come sublimazione dell'abisso psicologico. Le icone familiari perdono i confini della familiarità e l'ambiguità viene introdotta come metodo di espressione catalizzatrice.
L'ironia porta alla trasfigurazione dei simboli rendendoli familiari, anche se perturbanti, e quindi innocui, finendo così per perdere la pesantezza acquisita dalla storia. Le convenzioni della società vengono indossate e interpretate per essere distrutte e divorate da dentro.
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(rassegna di danza e ricerca sul movimento) seconda edizione.
Con il Patrocinio del:

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Quinto appuntamento:
Sabato 27 & Domenica 28 Marzo ore 21.00
La compagnia Arti Illesi presenta
La Deriva Elettrica (primo approccio)
Daniele Sterpetti: Regia
Azzurra De Zuanni & Daniele Sterpetti: Danza e Coreografia
Tiziana lo Conte ( musica elettronica ) & Mauro Tiberi (basso): Musica live
Alessandro Curci: Scenografia digitale
Elena Fatichenti: elementi scenici
Luci: Danila Blasi & Valerio Geroldi
Una produzione Duncan3.0 e

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Sinossi: Un progetto deriva, verso l'abbandono. L'essere che si crede al centro del tutto, lui l'artefice di cio che succede, lui il manovratore, azioni controllano e applicano l'ordine pensato. Un convincimento radicato, l'unico evento possibile concepibile e quindi sviluppato in tutta la sua assurdità e complessità al punto di manifestarsi nella ricerca della manipolazione non solo della realta' materiale ma anche degli individui che diventano strumenti ad uso e convenienza. Davanti agli occhi di tutti.
Il progetto verso la via della sperimentazione, sviluppa l'utilizzo di Free software per pratiche innovative di motion capture, l'idea è quella di togliere i vincoli di macchinari costosissimi e di sensori per poter restituire alla danza quella libertà che le è propria anche nell' interazione con il computer e la videografica, questo primo studio ci ha messo di fronte a diverse possibilità, cio' che metteremo in scena è solo una porzione tenendo conto che abbiamo cercato di utilizzare la tecnologia per un fine drammaturgico e non uno showroom di effetti.
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Di seguito inseriamo un intervento di Alessandro Curci (collaboratore al progetto e responsabile della parte informatica/artistica) rendiamo disponibili anche due documenti per meglio comprendere la logica del free software e le istanze che hanno costituito il lavoro.
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Deriva Elettrica
(c) 2010 Duncan 3.0 - Memefarmers.net
Diritti a tutti
GPL v3 compatible - Creative Commons - attribution - share alike
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ElettroDeriva e' uno spettacolo aperto, un'esperienza di avvicinamento materico eterea in cui
danza e tecnologia libere si incontrano per sperimentare uno stato di alterazione percetiva. [ed un nuovo modello di sviluppo della danza?] l'uso di un sistema di espansione temporale simultanea permette di esplorare una realta' aumentata, dove l'anima della danza emerge dal buio per rivelarsi ed attraversare la retina come arco di tempo translato, prolungato, frammentato, che si reitera su se stesso come nel fenomeno di retroazione negli amplificatori.
il buio, l'assenza, stato di quiete in attenzione massima dei percettori, dove vive solo quel che si muove.
un sistema di differenza temporale che destruttura il presente, calcola la differenza tra cio' che in un momento iniziale era ed ora.
LOW COST/LOW-FI
molti mezzi hardware di Deriva Elettrica sono il risultato di una sperimentazione strategica di riciclaggio, rigenerazione e post adattamento di artefatti industriali al di la' delle originarie destinazioni d'uso, smontando giocattoli, sistemi di sorveglianza, telecomandi, lettori di CD rotti, apricancelli, pellicole fotografiche...
INVERSIONE DELLE VISIONI
per chi non vede abbastanza, ed a cui indossare un paio di occhiali (ndr: traduzione del termine anglofono "googles") puo' dare l'impressione di vedere tutto, magari anche in 3D, ElettroDeriva dedica un prototipo di sistema di inversione delle visioni:
nello stato di avanzamento in cui si trova tenta di rilevare un fenomeno contemporaneo, in effetti ipotizzato gia' nel 1948 da uno studioso di nome George Orwell. Tale fenomeno consiste nella rivelazione del punto cieco, quel punto che attualmente co-esiste alla tendenza per cui tutti hanno l'impressione di poter vedere tutto, ma in cui uno soltanto puo' vedere tutti.
COMPUTER VISION
La traduzione di seguito e' uno stralcio di:
"A Survey of Computer Vision-Based Human Motion Capture"
"Un Indagine sulla Cattura del Movimento Umano Basata sulla Visione dei Computer"
il documento raccoglie l'impressionante numero di 817 citazioni [1] di altri studi accademici che riguardano l'area del riconoscimento del corpo umano e della cattura del movimento attraverso l'uso di sistemi di visione informatica.
"Le potenziali applicazioni della cattura del movimento umano sono la forza guida dello sviluppo del sistema, di cui consideriamo le seguenti tre maggiori aree di applicazione: la sorveglianza, il controllo, e l'analisi.
L'area della sorveglianza riguarda le applicazioni in cui uno o piu' soggetti sono tracciati nel tempo e possibilmente monitorati per azioni speciali. Un classico esempio e' la sorveglianza di un parcheggio, dove un sistema traccia soggetti per stimare se possano star per commettere un crimine, per esempio, rubare una macchina.
L'area del controllo si relaziona alle applicazioni in cui il movimento catturato e' usato per fornire funzioni di controllo. Potrebbe essere usato come un'interfaccia ai giochi, ambienti virtuali, o di animazione o per controllare remotamente implementazioni locali. Per un'ampia discussione della motion capture nell'area di applicazione del controllo, vedi [99].
La terza area di applicazione riguarda la dettagliata analisi dei dati di cattura del movimento. Cio'puo' essere usato negli studi clinici, ad esempio, nella diagnostica di pazienti ortopedici o per aiutare gli atleti a comprendere e migliorare la loro prestazione."
un sistema di tale genere potrebbe presto (ndr. "Natale 2010" [2], dichiara Microsoft) essere disponibile per molti. molti, non tutti, i consumatori, che potranno in pochi minuti comodamente installarlo in salone, per pochi $, € o £ che siano, soddisfatti di aver acquistato la piu' avanzata tecnologia di cattura del movimento, generata grazie al massivo impulso economico, che gia' i consumatori stessi hanno dato alle industrie dell'intrattenimento, della sorveglianza, del controllo e dello sport messe insieme.
1. http://scholar.google.com/scholar?cites=7326847288326334215&hl=en&as_sdt=2000
2. http://en.wikipedia.org/wiki/Project_Natal
99. T. B. Moeslund, Interacting with a virtual world through motion capture, in Interaction in Virtual Inhabited
3D Worlds (L. Qvortrup, Ed.), chap. 11, Springer-Verlag, Berlin/New York, 2000.
BACKSTAGE
benvenuti in un momento di intrattenimento e riflessione in cui nell'epoca contemporanea le implicazioni della tecnologia sul quotidiano sono una realta' pervasiva precostituita alla nascita stessa dell'essere vivente, sono la natura *culturale* in cui l'individuo e' immerso per il resto dei
suoi giorni
trovandosi immerso in tale *natura*, prevalentemente persuaso dalle informazioni "mainstream" che gli sono affidate sin dall'infanzia, benefici in cambio di obbedienza, l'individuo si forma "in funzione di", si soggettiva e rimane attratto dalla tecnologia industriale, sia per le forme concrete di comodita' che gli sono offerte che dalle irragiungibili proiezioni di benessere e soddisfazione che le fabbriche culturali del marketing generano
[per approfondimenti: pedago-freesw-0.6.txt]
DIRITTI RISERVATI PER TUTTI
in tale situazione Deriva Elettrica sceglie l'opzione libera della tecnologia, poiche' un elemento dirompente della logica prevalente di progettazione/produzione mediatica e fisica proviene dalle molteplici linee emerse dal "free software", la tecnologia morbida disponibile in abbondanza, fonte essenziale di comodita' visibili ed invisibili di Deriva Elettrica e forza ispiratrice nel tentativo di estendere alla danza un nuovo modello di sviluppo che si nutre della fertilita' creativa data dalla cooperazione per generare frutti disponibili a tutti del software si dice "free" per libero: e' un'insieme di codici di conoscenza sedimentata e trascritta in un linguaggio, che per volonta' dell'autore e' pubblicato e distribuito in forma sorgente, ovvero di un media che puo' essere letto, studiato, compreso, copiato e modificato per essere trasformato ed adattato a soddisfare nuovi scopi... con il free software si ha questo diritto, purche' lo stesso diritto che si riceve sia garantito a coloro che riceveranno una versione di software modificata.
nel contesto della danza e dello spettacolo l'intento diviene: mutuare l'apertura filosofica del modello di sviluppo delle tecnologie libere comprendendo le implicazioni e le forme realizzative, iniziando forse nel trovare analogia alle liberta concesse dalla General Pubblic License (GPL), composte essenzialmente
di 4 livelli, a partire da 0:
0. Liberta' d'uso del software per qualsiasi scopo,
senza bisogno di chiedere permessi e senza dover pagare
per il consenso all' utilizzo.
1. Liberta' di aiutare se stessi attraverso l' autoformazione,
l' apprendimento delle metodologie implicate nello sviluppo
del software, e attraverso la liberta' di operare modifiche
al software stesso.
2. Liberta' di aiutare gli altri (neighbours) per mezzo della
distribuzione e ridistribuzione del software, garantita attraverso
la copia libera e legale.
3. Liberta' di sviluppare la propria comunita' attraverso il rilascio
del codice pubblico per consentire l' evoluzione anche parallela
di comunita' di senso.
[per approfondimenti: freesw-contrib-0.7.txt]
ALTRI APPUNTI >>>
non gli e' possibile vedere il punto cieco, il vivente perde l'equilibrio, ha l'effetto di erodere
multidirezionalita' dello sviluppo questo allontanamento, o diverso habitat, utile a sperimentare una rarefazione degli effetti di infocoercizione mediatica potrebbe cambiare la sua *percezione di realta'*, nella rinnovata necessita' di adattarsi, nella scomodita', fosse abile nel reinventare, ricostruire e condividere una realta' nel sentire che i nostri piedi sono su una sola terra, nel desiderio di comprendere che il battito d'ali di una farfalla dall'altra parte del mondo... fosse in grado di affrontare la fatica del farlo...
o retroazione/feedback come in un'amplificatore soggetto a reazione quando una parte del segnale d'uscita viene riportato in ingresso e sommato algebricamente al segnale d'ingresso: specularmente accade con due specchi messi di fronte..
rivelato, angoli di visuale
contigui, auto-reiterati
svelare momenti di realta' parallela
l'unica tecnologia che ci interessa e' una tecnologia abbondante
spostare la percezione individuale e collettiva
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Sabato 20 Marzo ore 21,30
Domenica 21 Gennaio ore 21,30
Duncan3.0 Presenta
Una serata di danza:
NELLO SPAZIO BIANCO DEL MIO TEMPO
Coreografia di Benedetta Capanna
Ispirato liberamente a “White Spaces” di Paul Auster
Creato in: Residenza Creativa 2010 Duncan3.0
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AVANZO UN PIEDE DOPO UN ALTRO
Costumi di Paola Bonesso
Avanzo un piede dopo un altro, incessantemente, camminando nella vita come nella mia piccola stanza. La stessa vita sembra camminare sopra di me con la stessa insistenza e così i pensieri e così i rimpianti. Tutto cambia incessantemente, cambio anche io sempre ma a tratti ritrovo e vedo frammenti sparsi di me... mi rimane solo di segnare lo spazio bianco del tempo … riempire il vuoto del mio tempo perduto tempo
NON ESSERE MAI ALTROVE CHE QUI
Costumi di Paola Bonesso
A volte, improvvisamente, mi capita di scivolare in ciò che chiamo”stato di grazia”… sono quei momenti in cui si sgretola l’idea del fare e nell’ingenuità del semplice sentire si schiudono e si incontrano leggerezza e profondità. Assaporo così nella brevità di quell’esperienza una dolce vertigine di sospensione della vita, integrata e grata tra la terra e il cielo … sono … e cosa è in fin dei conti più importante di questo? Di ritrovare infine il silenzio che tutto scioglie, tutto cancella e tutto perdona?
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Benedetta Capanna, è danzatrice e coreografa, originaria di Roma. Il suo lavoro è stato presentato in diverse rassegne ed eventi: Take a chance (New Dance Group Art Center, Broadway), Blue Muse Dance Project vol.3 (Theatre of Riverside Church, N.Y), Parallel Lives (Henry Street Settlement’s Abrons Art Center, N.Y), Punti di Vista (Roma), New Moves 2005 e Elmwood Avenue festival of the Art (Buffalo), Circe la creatività femminile, Gea -Rassegna di Teatro, Danza e Musica (Locanda Atlantide, Roma), At first sight (Ials, Roma), la Festa Europea della Musica (Roma), Il Fontanone (Roma), 8MAX (Roma, St. Stephen), Che Danza Vuoi (Roma, Teatro Greco), Incontri in Scena (Accademia Nazionale di danza).
La sua carriera di coreografa e artista indipendente inizia a N.Y dove collabora principalmente con il fotografo Richard Shpuntoff, la Kairos Italy Theatre e il compositore Darrell Briscoe. Nella rivista Back Stage per la coreografia “Collane”, è stata definita coreografa appassionata e provocatrice, capace di integrare la danza e la sua poesia.
A Roma dal 2002 collabora intensamente con il musicista Oscar Bonelli e con artisti di musica e teatro tra i quali il regista Giancarlo Cosentino presso il Teatro Diana di Napoli, la regista Barbara Amodio, il compositore Beppe Frattaroli, la violoncellista Daria Rossi Poisa e la cantante Cristina Barzi.
Come danzatrice si forma inizialmente all’Accademia Nazionale di Danza. Nel 1991 è vincitrice della medaglia d’argento al Concorso Internazionale di danza di Positano, per i giovani talenti della danza, con una coreografia di Daniela Capacci.
Approfondisce a Roma lo studio della tecnica Cunningham con Roberta Escamilla Garrison, segue il Foreign Program al Peridance Center di New York, studiando con i maggiori coreografi e insegnanti di balletto e danza contemporanea della scena new yorkese.
In Italia negli anni ha lavorato principalmente per la compagnie di danza MDA diretta da Aurelio Gatti e Roberta Garrison, Balletto 90 diretta da Paola Catalani, e TIR Danza diretta da Teri Weikel.
Tra 1993-1995 interpreta Titania, la protagonista femminile, nel “Sogno di una notte di mezza estate”, e partecipa nel 2002 alla prima edizione del musical “Il ritratto di Dorian Gray”, diretti entrambi da Tato Russo per il Teatro Bellini di Napoli. Diverse sono le produzioni che l’hanno impegnata in tour nazionali ed internazionali.
A N.Y lavora principalmente per Nancy Turano e la compagnia Millenium Project (Turano Ford Dance), per Daniel Wilkins e la compagnia Dass Dance (Daniel and some Super Friends), per la Pick of the Crop Dance Company di Buffalo, N.Y diretta dalla coreografa Elaine Gardner.
Partecipa all’opera “Journey beyond the West”di Fred Ho, con le coreografie di John Carrafa, per il Next Wave Festival al BAM.
Balla poi per Janaki Patrik and the The Kathak Ensemble & Friends, Poppo and Gogo Boys (Poppo Shiraishi), la Michael Mao Dance Company e per i coreografi Myung Soo Kim, Nayo Takasaki, Igal Perry, Lynn Parkerson, Maki Fujita e Gregory King.
Per la coreografia “Carmen” di Nancy Turano, è stata riconosciuta dal N.Y Times “Performer Over The Top ed attrice sensazionale”, ed è stata più volte recensita positivamente per le sue doti tecniche e le sue qualità artistiche.
In Francia danza per la Caroline Bo Dance Company.
Come insegnante di yoga si è formata principalmente all’Integral Yoga Institute di New York. Con grande entusiasmo, studia ora con Diane Long seguendo gli insegnamenti e l’approccio allo Yoga di Vanda Scaravelli. La leggerezza e la profondità che trova in questo lavoro aprono un nuovo capitolo nella sua visione dello Yoga e nella sua integrazione con la vita e la danza. E’ infatti essenziale mantenere sempre la stessa ricettività, apertura ed umiltà di un principiante per arrivare attraverso la pratica a un continuo risveglio dell’intelligenza del proprio corpo, della sua poesia e della sua creatività.
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Sabato 30 Gennaio ore 21
Domenica 31 Gennaio ore 18

(rassegna di danza e ricerca sul movimento)
.Seconda Edizione.
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Con il Patrocinio del:

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La rassegna presenta lavori di danza contemporanea in una formula atipica ma usuale per la struttura, gli spettacoli, studi, performance vengono diluiti attraverso tutta la stagione, ad ogni incontro alla fine del lavoro l'autore affronterà il pubblico rispondendo a domande e curiosità e raccogliendo le impressioni scaturite dal fruire del suo lavoro; questa modalità permette al pubblico di interagire e meglio comprendere il linguaggio della danza e all'artista di individuare i punti riusciti o meno del suo lavoro. La rassegna è a tema libero e ogni lavoro sarà presentato per due serate.
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Quarto Appuntamento della rassegna Movim:
Maquillage
Di Elisabetta Consonni
(premio speciale Duncan3.0 al MarteLive 2008/09)
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Carillon
di e con Chiara Casciani
(Creato con il sostegno di Duncan 3.0, residenza creativa 2009)
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Maquillage
Coreografia e drammaturgia: Elisabetta Consonni
In scena: Elisabetta Consonni, Raoul de Jong
Video: Enrica Magnolini
Musica: Thanos Stamoulis editing di Splendido Splendente di D. Rettore e Maquillage di Vive la Fete
Costumi: Drera Patrizia
Testi: edito da E. Consonni tratto da Faboulous Nobodies di Lee Tulloch e Tutto su mia madre di P. Almodovar.
Foto: Andrea Macchia- Interplay09
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Sinossi:
Quante immagini di noi stessi possiamo creare? Quanto possiamo modificare il nostro corpo? Dai tacchi a spillo al make up, dalla chirurgia estetica fino alle implementazioni tecnologiche e alla realtà virtuale. La creatività umana nell' ideazione di strumenti per la modificazione del corpo non smette di sorprendere. E creativa è quindi la combinazione di naturale e artificiale per l'espressione attraverso il corpo della nostra identità. Creatività che non va tuttavia di pari passo con la libertà d'espressione. Potremmo creare quante più immagini di noi stessi vogliamo se la società in cui siamo inseriti non controllasse il processo di costruzione del corpo. Così la propria immagine diventa una questione di commercio e in un certo senso è possibile comprare la proprio apparenza. E dietro al corpo modificato e commercializzato esiste una dimensione intima e naturale? e quanta libertà d'espressione attraverso l'immagine effettivamente abbiamo? "Perché puoi chiamarti autentica quanto più ti avvicini all'idea che hai di te stessa".
Maquillage nasce tra il 2007 e il 2008 a Rotterdam, Nederlands. E’ stato presentato in vari teatri e festival in Belgio (Mayday Festival, Anversa), Olanda (Rotterdam, Amsterdam, Tilburg) e Italia (Festival uscite d’Emergenza a Milano, Interplay a Torino e selezionato per il concorso Martelive a Roma).
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ELISABETTA CONSONNI
Coreografa, danzatrice comincia a studiare danza in Italia in varie scuole di danza classica e contemporane. All'età di 23 anni, dopo aver conseguito la laurea in Scienza di Comunicazione all'Università di Bologna, frequenta la London Contemporary Dance School, dove consegue il One Year Certficate con, fra i vari insegnanti, Pippa Buckingham, Kerry Nicholson, Sean Feldman, Sue Mc Lennhan e Jovair Longo. Approfondisce lo studio di composizione e improvvisazione e, come danzatrice, partecipa al progetto di Kaisa Wadhia Maelstrom.
In seguito si trasferisce in Olanda per continuare i suoi studi nella danza contemporanea, improvvisazione (in particolare contact improvisation) e nel teatro fisico, studiando con Walter Scott, Charlie Morrisey, Amy Raymond, Gabrielle Steiger , danzando in vari progetti e collaborando con altri artisti quali musicisti, artisti visuali e scrittori. Frequenta il corso professionale di Vocal Movement and Voice Movement Integration con Patricia Bardi e insegna improvvisazione e danza contemporanea in diverse scuole in Olanda ed Italia e presso la compagnia amatoriale Dattha Dance.
Come coreografa realizza Maquillage presentato in vari festival in Belgio, Olanda e Italia (tra cui Mayday Festival ad Anversa e Interplay a Torino) e si occupa delle coreografie del progetto editoriale Baby it’s you di Raoul de Jong. Come danzatrice partecipa a vari progetti tra cui What did you do when you couldn’t save the world e Don’t listen to the marmaid di Rita Vilhena e Project-C di Thomas Kortveliessy.
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CARILLON
Danza: Chiara Casciani
Musica: Linea che separa offrendo di Marco Ariano
Carillon di Benvenuto Terzi eseguita da Nadja Kossinskaja
Foto: Germaine Pagani
Realizzato con il sostegno di Duncan 3.0, residenza creativa 2009.
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- Dove vai, bambina
di sole e di neve?
- Vado per margherite
sul prato verde.
- Il prato è molto lontano
e ha paura.
- Se ne andò dai miei capelli
ormai per sempre.
-Chi sei, bianca bambina?
Di dove vieni?
(Frammenti da Federico Garcia Lorca, Ballata di un giorno di luglio)
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Chiara Casciani:
Laureata con una tesi sul training nella danza buto, ha studiato danza classica e contemporanea con Milena Zullo a Roma, al corso di perfezionamento dell’Aterballetto di Reggio Emilia, e ha conseguito il One Year Certificate alla London Contemporary Dance School.
Ha frequentato seminari con Raffaella Giordano, Virgilio Sieni, Ariane Mnoushkine e, nell’ambito della danza di ricerca e del buto, con Alessandra Cristiani, Silvia Rampelli, Masaki Iwana, Yoko Muronoi.
Nel 2008-09 ha collaborato come assistente in progetti per bambini all’Accademia sull’Arte del Gesto, diretta da Virgilio Sieni, ha creato e interpretato alcuni soli di danza e ha lavorato con Marcello Sambati (Compagnia Dark Camera) nello spettacolo Natura Requiem. Frammenti del tempo finito e con Alessandro Serra (Compagnia Teatropersona) ne Il trattato dei manichini.
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Sabato 9 Gennaio ore 21
Domenica 10 Gennaio ore 18
Terzo Appuntamento della rassegna Cronicamente:
Teatro Deluxe
Presenta
Feminea: Frames of Reality
Verso la formazione dell’ identità
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Uno spettacolo di Claudio Oliva e Vera Michela Suprani
con Vera Michela Suprani
e la partecipazione di Valentina Vanja Suprani
disegno luci Marco Fumarola
musiche originali Alessandro Oliva
mascheraia Giulia Di Vincenzo
regia Claudio Oliva
Una produzione: Teatro Deluxe 2010
Realizzato con il sostegno di Duncan 3.0 spazio per-formativo per le arti contemporanee di Roma residenze artistiche 2009/2010 e di Teatro Forte - c.s.o.a. Forte Prenestino.
Lo spettacolo fa parte di Cronicamente, rassegna concepita per ospitare lavori di giovani autori e compagnie che si addentrano nei territori della mente, della follia e delle aberrazioni umane.

In scena Feminea; sullo schermo i personaggi che, in maniera più o meno casuale, influenzano la crescita e le scelte di un essere alla inconsapevole ricerca della propria identità.
Lo spettacolo rappresenta l’ultima tappa di un percorso di creazione insolito, che vede invertito l’iter produttivo seguito dalla compagnia in precedenza: spettacolo-video-fotografie/fotografie-video-spettacolo. L’origine, dunque, è data da un esperimento fotografico sui temi del nudo e dell’identità; le immagini, apparse cariche di ambiguità e di forza espressiva, hanno reso necessario proseguire il lavoro legandolo ad un’indagine sui dispositivi di rappresentazione. Così è nato il video “Feminea I° animazione”, un breve esperimento non narrativo che prende le mosse proprio dall’esigenza di restituire le sensazioni ricevute dalla visione degli scatti. Ora si pone in essere un lavoro diverso: l’interazione, appunto, tra video e live.
Per visionare il trailer dello spettacolo:
http://www.youtube.com/user/TeatroDeluxe
Teatro Deluxe (Roma) è un progetto di ricerca artistica rinato nel 2007 da Vera Michela Suprani e Claudio Oliva. La coppia si dedica alla creazione di spettacoli teatrali ed alla sperimentazione video/fotografica.
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Ass.Cult. Deluxe - Roma.
www.teatrodeluxe.org
www.myspace.com/teatrodeluxe
www.youtube.com/user/TeatroDeluxe
www.teatrodeluxe.splinder.com
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Sabato 12 e domenica 13 dicembre 2009
World Dance Alliance Europe presenta:
“E’ Solo Danza? Is It Only Dance?”IV ed.
Tra spettacoli, lezioni e meeting in scena anche la “diversa abilità”
apertura corsi ore 10.30
spettacoli ore 20.30, sabato domenica ore 18,30
in collaborazione con lo spazio per-formativo Duncan 3.0
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Due intere giornate dedicate alla danza con spettacoli, lezioni e meeting: apre il 12 e 13 dicembre la IV edizione di E’ Solo Danza? Is It Only Dance? organizzata come ogni anno da World Dance Alliance Europe presieduto da Joseph Fontano in cooperazione e sotto l’egida IDC-ITI/UNESCO. La manifestazione viene ospitata in uno dei centri di ricerca e formazione della danza più interessanti della Capitale in collaborazione con la struttura per-formativo Duncan 3.0.
Novità assoluta all’interno di questa quarta edizione, WDA Europe darà spazio a ballerini diversamente abili che danzeranno accanto a danzatori normodotati affrontando con dibattiti e lezioni pratiche la tecnica della “Mixability”. La performance - ad ingresso libero - verrà presentata il 12 e 13 dicembre al Duncan 3.0 insieme alla selezione del concorso internazionale A.A.A Cercasi Coreografi. I primi sette classificati dopo una selezione internazionale riceveranno un premio di 1.200 dollari e la possibilità di lavorare in residence a Taiwan per ben 3 settimane. Inoltre in scena anche la Compagnia Scenamobile con coreografie firmate da Joseph Fontano.
Insieme alla consueta programmazione didattica con nomi eccellenti, saranno presenti illustri personaggi della danza a livello internazionale che parteciperanno in occasione di E’ Solo Danza? al Meeting Europeo annuale di WDA Europe che offrirà una reale possibilità di confronto e di riflessione sulla “condizione” dell’arte di Tersicore in Italia e nel Mondo.
Le attività inizieranno la mattina di sabato 12 dicembre e si alterneranno nell’arco dell’intera giornata attraverso stage, lezioni dimostrative, ricerche e spettacoli con nomi come Franco Miseria, Elsa Piperno, Joseph Fontano, Luca Russo, Manuela Caracciolo, Laura Martorana, Francesco Saracino, Paola Banone, Marcello Raciti e altri ospiti a sorpresa.
L’evento è rivolto a studenti, amatori, danzatori professionisti, insegnanti di danza, terapeuti, ricercatori, coreografi che avranno la possibilità grazie al network di un‘associazione mondiale come WDA di confrontarsi con altri artisti provenienti da tutta Europa.
Ufficio stampa WDA Europe - IDC ITI/UNESCO
Azzurra Di Meco mob. + 39 349 86 25 225
WDA Europe - IDC ITI/UNESCO
Infoline + 39 06 5897732 / + 39 347 7779785
e- mail: info@wda-europe.net
www.wda-europe.net
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Sabato 28 Novembre ore 21:00
Domenica 29 Novembre ore 18:00
presso DUNCAN3.0 Spazio Per-Formativo Arti Contemporanee
Via Anassimandro 15 Roma
Entrata Gratuita

Patrocinato e sostenuto dall’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma

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“GIOVANI PROMESSE DESTINATE AD UNA FINE CERTA”
(IV Edizione della Rassegna d’Arte Contemporanea dedicata a giovani artisti)
Giovani Promesse nasce da un quesito inquietante di una giovane artista: se tu a 39 anni sei considerato un giovane artista io a 26 cosa sono? Inoltre in un paese dove l’intrattenimento regna (spesso spacciato per arte) che futuro hanno gli artisti che tengono duro e che non compiacciono il gusto massificato e semplicistico?
La Rassegna alla sua quarta edizione vuole dare spazio agli artisti tra i 20 e i 30 anni che agiscono trattando temi scomodi o con modi innovativi rispetto alle proposte convenzionali.
La rassegna prevede la libertà di tema e tutte le forme espressive, ogni serata si presenterà una selezione di lavori e artisti, la selezione avverrà sulla originalità della proposta e sulla qualità di realizzazione. Danza, teatro, videoarte, fotografia e pittura, istallazioni, performance, musica e chiaramente tutte le contaminazioni e sperimentazioni. E’ ideata e curata da Azzurra De Zuanni.
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ARTISTI CHE PARTECIPANO ALLA IV EDIZIONE :
Alessandra Carloni (Arti visive)
Diplomata all’Accademia delle Belle Arti di Roma nel 2008. Partecipa a numerose collettive fra il 2006 e il 2008 come: “Adrenalina l’arte emergente in nuove direzioni” collettiva d’arte contemporanea organizzata dal Comune di Roma e dall’Ass,ne Zetema, “Giostrarte, giovane arte in movimento” presso l’Avatars Gallery a Sulmona, “Il mostra d’arte contemporanea, città di Pitigliano” presso le sale Granai fortezza Orsini a Pitigliano (GR), “Human Rights” presso il complesso monumentale del Belvedere di Caserta a cura di Roberto Ronca. Viene inoltre selezionata in numerosi concorsi tra cui il “Worhshow-incontri di luce” organizzato dal comune di Ancona e dall’archivio dei giovani artisti.
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Giulio Zanet (Arti visive)
“IL SEGRETO DELLA FELICITA' E' NON PENSARE” è un progetto composto da opere pittoriche che riflettono sulla contemporaneità nella quale viviamo. Sull'imporsi di modelli sociali nuovi e precostituiti ma sempre necessari. Sul dovere di essere belli. Sulla mancanza totale di indignazione, se non quella che nasce da un moralismo potente e ignorante. L'abbondanza che invade questi lavori, trasfigura il mondo in cui tutti noi viviamo. Quel mondo che ci sottopone a tali eccessi di averi, da non godere più di nulla.
L'abbondanza che ci circonda è la stessa che impoverisce l'interesse e il valore dell'oggetto. La scelta viene condizionata da una comunicazione finta e superflua. Siamo avvezzi a volere così tante cose, che ormai rischiamo di venirne schiacciati. Sono talmente tante le cose, da sembrare che la forza che l'azione del scegliere dovrebbe possedere, diventi un'immobile prigionia.
Diplomato all'Accademia di Belle Art di Brera (Milano) vive e lavora a Milano.
Ha partecipato a diversi premi e mostre collettive in Italia e all'estero
(HOLYDAYS, mostra personale, Wannabee Gallery, Milano, a cura di S.Pettinicchio; LA NUOVA VISIONE DELLA GENERAZIONE ANNI '80, GiaMaArt Studio, a cura di Carolina Lio, Vitulano (Benevento); MASTER OF BRERA, Liu Hiusu Art Museum, a cura di Rolando Bellini, Shangai; NEW ART NEW POP, Centro d’Arte e Cultura di Brolo, a cura di Igor Zanti, Molgiano Veneto (TV).)
Attualmente collabora con l'Amphisbaena di Modena e la GiaMaArt studio di Vitulano (Benevento).
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Teatro Instabile di Aosta (Danza)
“PROVA 1 “ Due personaggi si contendono la scena: uno vorrebbe leggere, l'altro ballare. L'inevitabile scontro che viene fuori sembra risolversi in un primo tempo in una serie di fraintendimenti divertenti, ma basta poco perché i due scivolino verso un livello più drammatico, e più universale, del conflitto. Da questo mutamento nasce una danza che, tra momenti di lotta e altri in cui sembrano finalmente andare d'accordo, tenta di indagare in modo personale le dinamiche della prepotenza, senza perdersi in banalizzazioni o descrizioni naturalistiche, ma usando il linguaggio del corpo come unico strumento di comunicazione.I due personaggi arrivano sul palco e si confrontano direttamente con gli spettatori. Dopo alcuni momenti di incomprensione, uno dei due trova il modo di incastrare l'altro nella sua stessa musica, facendolo ballare a un ritmo forsennato, finché non crolla sfinito. A questo punto si arriva alla rottura: non è più possibile scherzare. Entra la musica e anche il linguaggio cambia, dal teatro del clown si passa a quello del corpo, una danza astratta e suggestiva, in cui i personaggi perdono le loro caratteristiche comiche per trasformarsi nel simbolo di quello che sono: due entità in lotta, in continuo movimento, e senza una vera possibilità di averla vinta sul proprio rivale. Il meccanismo instaurato dalla prepotenza e dalla prevaricazione, porta proprio a questo: a un modo di fare quotidiano e costante, senza soluzione e senza uscita. Lo spettacolo è frutto del lavoro di ricerca della compagnia sulla commistione tra diversi generi performativi, nello specifico tra elementi dei personaggi clown e danza contemporanea. La tecnica di danza utilizzata è basata su release tecnique, floor work, elementi di acrobatica e alcuni principi della contact improvvisation, codificati e portati nella coreografia.
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Collettivo TRRRT (Performance)
“DEOXYS” Con l’abbassamento costante e globale dell’età media del genere umano, nasce Deoxys dall’unione degli stati sud Sahariani, per la prima volta nella storia, all’apparenza dei semplici bambini si instaurarono con tutti i diritti e con il consenso del resto del mondo a capo di un Governo. Sotto la guida di uno spirito pieno, consapevole, maturo ed evoluto geneticamente di una bambina dotata di un’intelligenza smisurata e di una visione di un mondo perfetto, il continente africano che fino ad allora fu sfruttato accolse nel giro i pochi anni la più alta concentrazione di bambini prodigio, bambini che non si erano mai visti prima, che oltre alle straordinarie doti fisiche ed ad un accelerato processo di acquisizione e comprensione dei fenomeni di qualsiasi natura erano accomunati da un’inspiegabile senso etico, morale e civico. Consapevoli del loro ruolo si radunano in segreto nel piccolo stato della Sierra Leone, grazie a Fernanda che all’età di 6 anni con le conoscenze e le risorse del padre presidente Ahmad Tejan Kabbah collegò una prima rete internet satellitare del continente, che le permise di accedere alle informazioni e alla conoscenza dei fatti e della vita nel resto del Pianeta, per poi instaurare le relazioni fra i bambini degli altri stati vicini tra cui eserciti di bambini soldato e avviare una rivoluzione armata che all’unisono si scatenò in diversi e strategici punti del pianeta. Supportata dall’uso di nanotecnologie creò strutture di produzione di energia rinnovabile ed ecologica sostituendo la dipendenza dal petrolio fino ad allora predominante. Deoxys divenni quindi un punto di riferimento etico sul quale si diffusero nuove prospettive di mercato, politiche e sociali.
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Annalisa Moniga (Video-Arte)
"LA MATRI DI PIPPINU"Video ispirato all'omonima poesia di Umberto Santino sulla tragedia di Peppino Impastato, ucciso per la sua attività antimafiosa e fatto passare per terrorista e suicida.
Assenze rumorose. Presenze evanescenti. Un assassinio di mafia e la tragedia di una madre. Un liquido si trasforma e cade, richiamando idee, pensieri e memorie in un mondo fluttuante, riflesso di immagini, specchio di colori, doppio, metafora. Ogni goccia diviene voce; è lacrima, è sudore, è vita, è linfa, è sangue; è un suono armonico ancestrale, amniotico ed ipnotico. E ad ogni goccia scorre un ricordo felice di uno dei mille gesti passati, un ricordo di infinite battaglie ed infiniti tormenti. Che l’impronta lasciata da Peppino su questa terra indichi a molti il cammino da seguire. Forse questo è possibile. O forse solo in un’altra Sicilia.
Annalisa Moniga_Laureata nel 2005 in architettura a Milano, esercito la libera professione come progettista. Frequentando un corso di scenografia presso il Politecnico di Milano, mi sono avvicinata all’allestimento di mostre, eventi e spettacoli teatrali. Firmo la sceneggiatura e, in collaborazione con altri architetti, la scenografia dell’allestimento teatrale “Le stanze di Adriano” per Villa Adriana, in occasione del "Premio internazionale di architettura e archeologia Giambattista Piranesi, 2004", ottenendo il terzo posto
Nel 2004, fondo con Federica Vairani e Paola Antonini il gruppo creativo AU5, che firma opere video autoprodotte con cui partecipa a Concorsi nazionali ed internazionali. Esplorando le varie forme d'espressione dei nuovi linguaggi visivi, Au5 affronta tematiche che spaziano dalla denuncia sociale alla parodia, dall'inchiesta al noir; i mezzi espressivi variano dalla ripresa video tradizionale all'animazione digitale.
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Sabrina Mazzuoli (Video-Arte)
“RIALZARSI”. Danza in video, e manipolazione video del movimento per esprimere emozioni e stati d'animo.
"Rialzarsi dopo una caduta. Rialzarsi con fatica. Rialzarsi energicamente. Rialzarsi inaspettatamente. Rialzarsi desiderando. Rialzarsi".
Sabrina Mazzuoli è danzatrice, coreografa, video artista, musicista. Si forma come danzatrice in Italia con Angela Bandinelli, Simona Bucci, Lorella Rapisarda. 2004- Viene selezionata per il corso SNDO (School for new dance development) presso la Theaterschool di Amsterdam, dove studia tecnica contemporanea, coreografia, movement research, anatomia, acting movement, ripresa e montaggio video.
Dal 2001 presenta propri progetti coreografici in Italia e Olanda (Muiderpoortheater, Amsterdam Theaterschool, Amsterdam - Ship of Fools, Amsterdam - Puccini Micrò, Firenze - Buskers Festival, Ferrara - Kolam Theater, Prato). Dal 2007 realizza opere di video arte/video danza presentate in festival ed esposizioni nazionali ed internazionali. Nel 2009 viene selezionata per il progetto Networking 2009-Back to the present per giovani artisti. Dal 2008 è insegnante ospite per i corsi di danza contemporanea del Centro Danza Tersicore, Firenze.
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Ida Vinella & Ivan Schiavone (Video-Arte)
“IMMAGINI PER LA CONTA DEI GIORNI”. Un testo che s’addensa in voce, nel gioco di contrappunto tra voce maschile e voce femminile. Un testo che si rarefà in immagini che contendono al nero il campo con la loro valenza poetica e meta poetica. Nella dialettica interna ai due linguaggi, così come in quella esterna che li lega, s’attua la metamorfosi del testo “la conta dei giorni” di Ivan Schiavone in un processo traspositivo che all’illustrazione privilegia l’analogia concettuale.
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Sabato 21 & Domenica 22 Novembre
ore 21.00
Spettacolo di teatrodanza:
Notti Lucenti
NUOVA SAT DANZA
Compagnia Caputo Senica
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Notti lucenti
Regia e Coreografia: Rachele Caputo e Franco Senica
Colonna musicale a cura di Marco Schiavoni
Voce narrante: Patrizia Bettini
Danzatori: Rachele Caputo, Sara De Santis, Marcella Mancini
Disegno luci e intervento video: Andrea Paciotto
Scene e costumi: Mario Romano.

Notti lucenti:
Tanti anni fa sui cieli della Siberia accadeva uno strano fenomeno. La disintegrazione di un asteroide o lo scontro con un blocco di antimateria cosmica? Comunque un’esperienza equivalente a mille bombe atomiche di tipo Hiroshima.
Le notti lucenti è quindi un fenomeno meraviglioso di “luce notturna” causato dalla dispersione nell’aria di piccoli grani solidi dell’originario nucleo cometario che attraversò l’atmosfera più di cento anni fa….Un fenomeno misterioso ed affascinante che ha stimolato l’idea di una “Danza notturna” contemporanea che si sviluppa all’interno di una precisa partitura musicale in un’atmosfera segnata dal ritmo del disegno luci e delle immagini video.
Il fenomeno delle Notti lucenti è visibile ad alta quota, solo quando il sole è sotto l’orizzonte e da luoghi ad alta latitudine geografica. La comparsa di questo fenomeno, anche a bassa quota sarebbe un possibile indice del riscaldamento globale della terra.
Quindi, partendo da un evento naturale di rara bellezza, che ha affascinato scienziati e poeti, parliamo della sopravvivenza del pianeta.
Curriculum
Principali attività:
Produzione spettacoli dal vivo di Danza Contemporanea e Teatro Danza.
Attività laboratoriale in centri pubblici e privati dello spettacolo e nelle scuole.
Organizzazione di Festival ed attività culturali con l’intento di sviluppare la formazione artistico professionale ed estendere la formazione e la conoscenza agli artisti più giovani.
La linea artistica finora perseguita, e che si intende seguire anche nel futuro, è quella della ricerca di nuove espressioni e nuovi linguaggi nell’ambito dell’Arte Contemporanea, con particolare attenzione per le tematiche umane e sociali.
Le più importanti produzioni finora realizzate hanno affrontato tematiche diverse e si sono sviluppate in progetti triennali: Il tema dello spirito poetico con un omaggio all’oriente (Danza haiku, Il giardino inesistente, L’ospite celeste), quello della minaccia nucleare e delle catastrofi verificatesi nel secolo scorso (L’uomo che brucia, dead zone, la zona)e quello dell’osservazione e riflessione sull’ambiente (By planet, NLC, Notti lucenti).
NUOVA SAT DANZA
Compagnia Caputo Senica
Rachele Caputo - coreografa, danzatrice
nata a Spoleto, inizia giovanissima a studiare balletto e pianoforte.
Nel 1981/82 è Parigi dove studia danza contemporanea con Peter Goss e Robert Kovich.
Nel 1985 studia come borsista nella scuola di Micha Von Hoecke a Roma.
In seguito studia a New York danza contemporanea alla scuola di Merce Cunningham e balletto con Cindy Greene e Jocelyn Lorenz.
Segue dei seminari con Randy Warshaw, Dana Reitz, Douglas Dunn, Tere O’Connor.
Nel 1983 partecipa come ballerina nell’opera “Anthony and Cleopatra”, regia di Giancarlo Menotti, al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Dal 1985 al 2001 lavora con il coreografo Enzo Cosimi partecipando a tutti i suoi spettacoli rappresentati nei maggiori teatri italiani ed europei, negli Stati Uniti, Sud America, Australia, India.
Nel 1991 lavora con il coreografo Virgilio Sieni.
Nel 1993 lavora come aiuto coreografa per il balletto “Il fruscio del rapace”, coreografia di Enzo Cosimi, per il corpo di ballo del Teatro Comunale di Firenze.
Nel 1994 partecipa a “Seminario sulla Gioventù”,spettacolo di Cosimi realizzato nell’ambito del Progetto Contemporaneo del Teatro alla Scala di Milano.
Nel 1994 presenta la sua prima coreografia “Ercole”.
Nel 1995 realizza la coreografia “Danza Haiku”:
Nel 1996 crea in collaborazione con Franco Senica lo spettacolo “Il giardino inesistente”. Nel 1999 fonda insieme a Franco Senica la Compagnia SAT/Caputo Senica.
Nel 2000 la Compagnia ha ricevuto la prima sovvenzione da parte del Ministero dei Beni Culturali Dipartimento dello Spettacolo, e sempre nel 2000 presenta la coreografia “L’ospite celeste”. Nel 2002 presenta lo spettacolo “L’uomo che brucia”.
Nel 2003 lo spettacolo “Kininikon”, prodotto dall’Imaie.
Nel 2004 firme la Coreografia dello spettacolo “Scolpire il tempo” ribattezzato poi “La zona”.
Nel 2005 lo spettacolo “Dead zone” sulla tragedia di Chernobyl.
Nel 2006 presenta lo spettacolo “Luce istantanea” un omaggio al “Libro tibetano dei morti”:
Nel 2007 crea, insieme a Franco Senica, il progetto “By Planet” concerto di danza e musica contemporanea. Nel 2008 NLC.
Nel 2008 è invitata alla settimana mozartiana di Chieti e presenta la nuova creazione W A M
Nel 2009 realizza la coreografia “Notti lucenti” con il contributo della regione Lazio e in collaborazione con l’Università La Tuscia di Viterbo.
R. Caputo insegna danza contemporanea dal 1983, tenendo corsi annuali e seminari in vari centri e scuole tra cui lo IALS di Roma, l’Accademia di Danza di Atene, il Centro Danza di Perugia, la Scuola Comunale di Spoleto, il centro Motus di Sassari, il Collettivo Teatro Animazione di Orvieto, il Lab-oratory di Roma, il CTR di Venezia.
Nel 2003 partecipa come docente di espressione corporea nel corso “Io sulla scena” insieme a Svetlana Kevral e Cristina Barzi.
Sempre dal 2003 tiene dei corsi di teatro danza in alcune scuole materne comunali con la Cooperativa Teatrale “Alfabeto”.
Dal 2004 inizia a collaborare nel “Progetto Mus-e”, un progetto europeo, già attivo in molti Paesi dell’Unione, con lo scopo di divulgare le discipline artistiche all’interno delle scuole elementari e medie.
Franco Senica - direttore artistico, danzatore, coreografo, attore
Studia danza classica (Balletto di Roma, IALS), danza contemporanea (tecniche Cunningham e Brown), danza butoh (Masaki Iwana) e Yoga. Dal 1985 al 1988 fa parte del nucleo stabile della compagnia di teatro danza Vera Stasi, con la quale partecipa alle produzioni Vite stracciate (86), Quartetto d’ombre (87), Pinna in un deserto di acque (87), Genesi - interventi coreografici nell’ opera di Franco Battiato rappresentata al Regio di Parma (87).
Prima dell’inizio della collaborazione coreografica con Rachele Caputo ha realizzato gli spettacoli di danza: Canto N° 1, 1987; Crisantemi, 1988; Studio per Pentesilea, 1989; Pentesilea, 1990; Cenere, 1991; Luce elettrica mixata con la luna 1992; Locomotivo, 1993; Locomotivo Rosso, 1994
Ha collaborato come coreografo con il regista Gustavo Frigerio: Dove esita l’immagine del mondo (92)
con il regista Salvo Tessitore: Le quattro porte del deserto (92), Bubura (93), L’ultimo viaggio e Gog e Magog (97)
con il regista Alessandro Varani Neurotica in New York (98)
Ha danzato per
Alef danzateatro: Istruzioni di volo (87)
Compagnia di danza Enzo Cosimi: Sciame (87), Il pericolo della felicità (92), Blitsa Opening (93), Eliogabalo(99), Climax no stop (99), Remix 2 (2000), Roma (01)
Company Blu di Certini Zerbey (FI) Materia dei sogni (2000).
Collabora dal 1996 con la coreografa e danzatrice Rachele Caputo Il giardino inesistente 1996, L’ospite celeste (2000), L’uomo che brucia (2004), La zona (2005), Dead Zone (2005), Luce istantanea (2006), By planet (2007), W A M (2008), Notti lucenti (2009)
E inoltre
Attore e performer con il regista Jean Michel Rabeux / La Compagnie Parigi, nelle produzioni Les Charmilles (95), Les enfers carnaval (99), Arlequin poli par l’amour (01), Deshabillages (03), Les corps furieux (09)
Video con il videoartista Laurent Goldring
Attualmente Franco Senica svolge il ruolo di coordinatore didattico dei corsi di perfezionamento e aggiornamento professionale per danzatori allo IALS di Roma.
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Sabato 7 Novembre ore 21
Domenica 8 Novembre ore 18

(rassegna di teatro di ricerca)
prima edizione
Secondo appuntamento:
W4AD - Waiting for a Dinner
I'm Teatro IndipendenteMente
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”Waiting for a dinner” atto unico.

La Storia:Afrodite oggi si interroga sulla sostanza della propria avvenenza. E' sdoppiata nei 2 personaggi di Amaturia e Acidalia,rispettivamente isteria e bulimia.Aspettano un uomo per cena.Un abito rosso di piccola taglia è l’immagine dell’involucro nel quale Amaturia vorrebbe entrare senza strappi,al fine di sedurre l'Uomo.Per far questo deve convincere Acidalia a non mangiare,usa gli stessi argomenti su cui da sempre si è basata l’idea di bellezza e grazia,ma dissacrandoli,svuotandoli dall’interno e privandoli di senso e proponendo ad Acidalia un abito alternativo:una camicia di forza. Nel delirio dello sdoppiamento di personalità le due si sovrappongono svelandosi la stessa persona. Il tutto è condito da anfetamine,cura per il dimagrimento di Acidalia. Decidono di brandire i mestoli per l'ospite in arrivo e imbandiscono un tavolo per la cena. “Acidalia:non è colpa mia l’ho invitato a cena ed è in ritardo Amaturia:potremmo cucinare qualcosa peccato che tu hai già mangiato Acidalia: sì ho mangiato ma ho già vomitato tutto. Amaturia: bene, allora cuciniamo”.La totale assenza fisica del maschio stesso permane nell'intera piece. E' tutto pronto per un delitto. L'idea:Acidalia,donna postmoderna dentro una perfetta solitudine,fa qualsiasi cosa per essere all’altezza del tempo che vive,tanto da creare nella sua testa la proiezione di sé perfetta che altro non è che il frutto della sua malattia, è bulimica. Amaturia come quella parte estraniata del sé che si materializza. Raccontiamo uno stato di alterazione perché viviamo nel tempo delle alterazioni in cui sempre meno si parla di bulimia poiché l’occidente delle copertine,delle sfilate, delle adolescenti senza ciccia e brufoli, con le donne dalla vita strettissima le tette come due palle e il culo come un agnellino,È BULIMICO. Acidalia ha bisogno di mangiare PER RIEMPIRE I VUOTI. Amaturia è la malattia stessa e ha bisogno di Acidalia per vivere e autopunirsi. Ci interroghiamo su quel momento di dolore e solitudine astratto che porta alla grande abbuffata e conseguente vomitata come metafora dello svuotamento del dolore. Le due aspettano un uomo,non banalmente l’ amore ma piuttosto il confronto con “l 'altro vero” e non proiezione di sé, non ci interessa raccontare della fine della malattia o della causa della malattia ma raccontare “della malattia”. Non c'è un happy ending e non è una tragedia ma ha il senso di una durevole attesa.... come tra i due personaggi di Godot,in un tempo che invece corre e da cui dipendiamo. La messa in Scena: al pubblico viene distribuito un sacchetto per il vomito. Appesi al soffitto degli elastici,c’è del cibo di tutti i generi,un vestito rosso,un vestito bianco. Sul fondo sospesa la casa - scatola di Amaturia. L'immagine traslata e onirica di un meccanismo mentale: come aprire un cassetto sullo stomaco e guardare che succede,le corde appese come i villi intestinali. Questa immagine poetica si trasforma nel corso della piece: le corde elastiche diventano strumenti di azione scenica inaspettati,strumenti di tortura nella stanza delle torture. Il baule/stomaco ( un gabinetto cubico) fagocita, ricicla, espelle, contiene e sostiene la cena. Musica goa e luci stroboscopiche sono il mezzo per costruire la discontinuità spazio temporale tra le scene, per definire un non luogo e per suggerire uno stato di alterazione. Nell' attesa dell'Uomo le due attendono che un delitto giunga a compimento, la casa - scatola di Amaturia diviene un sepolcro- vaschetta per la carne. Waiting for a Dinner è l'idea dell'incontro di due attrici con un drammaturgo.
L’idea artistica è soggetta a continui mutamenti come fosse un corpo organico soggetta a novità di scrittura e a continui stimoli del processo attoriale e registico . Durante il processo di lavoro la fotografa Wanda Perrone Capano ha nutrito la nostra analisi del tema con un suo precedente lavoro fotografico “Se bella vuoi apparire un po' devi soffrire” ( vd. allegati). Questo ci ha suggerito l'idea di produrre un lavoro fotografico che sia parte integrante dello spettacolo stesso.
Partecipa al Premio Scenario '09 come unico gruppo pugliese semifinalista. DEBUTTO FESTIVAL CASTEL DEI MONDI AGOSTO ‘09
“Ecco come il teatro contemporaneo sforna giovani talenti....in evidenza la compagnia tranese I'M Teatro approdata a Scenario '09”.
Cosimo Damiano Damato
gazzetta del mezzogiorno
07 feb.'09
“Visione soddisfatta e crudele della realtà, straniamento e demistificazione, dialettiche moderne e motivazioni storiche; una nuova sensibilità estetica-gnoseologica enucleata da un proprio sentire ed un proprio essere dentro un mondo contemporaneo che sentono e che devono cambiare.”
Massimo Schiavoni

SE BELLA VUOI APPARIRE,
UN PO' DEVI SOFFRIRE.2
Questo è un lavoro fotografico in fieri, destinato a mutare continuamente nel tempo, proprio come i corpi che rappresenta. Prende le mosse, nel 2006, da una riflessione sulla bellezza e sulle torture cui le donne (e gli uomini) si sottopongono quotidianamente, rincorrendo una bellezza canonizzata e suggerita dall'iconografia corporea (televisiva) contemporanea.
L'incontro artistico con I'M Teatro ha segnato una svolta nel dispiegamento del lavoro.
Ispirate allo spettacolo teatrale WAITING FOR A DINNER, allestito dal gruppo I'M Teatro, le nuove immagini rappresentano un corpo parcellizzato, evidentemente umano ma reso ormai oggetto, continuamente messo sotto esame dall'occhio vigile di chi soffre di patologie legate al cibo.
Lo spettacolo, il cui tema principale è la bulimia, la dipendenza da farmaci anoressanti, la ricerca continua e spasmodica di una magrezza estrema ed idealizzata, mi ha spinto a produrre immagini (che affiancano quelle dei corpi) asettiche, quasi monocromatiche, sinonimo di vite appiattite da un'unica idea: la perfezione fisica come ritorno ad uno stato emotivo infantile foriero di felicità mai più provate.
Wanda Perrone Capano.
SE BELLA VUOI APPARIRE, UN PO’ DEVI SOFFRIRE.1
Una riflessione sulla bellezza estetica e sull’importanza di questa bellezza per le donne. Ho fotografato donne molto diverse tra loro, per stile e personalità, ma accomunate dall’utilizzo di determinati strumenti nel perfezionamento del proprio aspetto esteriore. A ben guardare, però, questi strumenti si rivelano spesso strumenti della tortura: pinzette per le sopracciglia, ceretta, tacchi alti, assorbenti interni, separa-dita, guanti di crine, allungaciglia, lavande vaginali, sono solo alcuni degli oggetti di cui quotidianamente usufruiscono le donne (occidentali), e che provocano spesso dolore, sempre fastidio.
Il lavoro è costituito da dittici, formati da un ritratto femminile e uno still life molto semplice di uno di questi strumenti.
Sono soprattutto tre gli aspetti che mi interessano e che spero emergano dalle fotografie.
Il primo riguarda la uguaglianza / diversità delle donne, che per quanto possano avere interessi, cultura e stile di vita diversi, risultano sempre accomunate dall’affanno per la bellezza estetica, in modo più o meno spasmodico;
il secondo è il senso di straniamento che deriva dall’accoppiamento di due immagini tecnicamente semplici e semanticamente diverse tra loro, legate però da un accostamento cromatico e delle forme;
il terzo è la necessità della presenza di una donna per la corretta lettura dell’immagine, visto che la maggior parte degli oggetti in questione sono completamente sconosciuti agli uomini.
Se è dunque vero che guardo con ironia alla assurda caparbietà delle donne nell’infliggersi torture di ogni genere pur di rispondere ad un prototipo di donna consolidato, tante “Afrodite” per intenderci (le sopracciglia “a rondine”, la depilazione “mohicana”, etc.), anche mantenendo la propria specificità, è altrettanto vero che quello della cura estetica è un aspetto estraneo alla maggior parte degli uomini, e mi diverte il fatto che essi abbiano bisogno delle donne per capire queste fotografie: per quanto facciano fatica ad ammetterlo, hanno sempre e comunque bisogno di loro.
Il progetto prevede la realizzazione di 20 dittici alcuni ancora in fase di ripresa ed è il proseguimento di un primo studio mostrato presso Spazio O.F.F. Trani e presso Università degli studi di Bari
Il progetto si accosta al lavoro drammaturgico nelle tematiche e accompagnerà precedendolo lo spettacolo ( in forma di libretto o in forma di Mostra)
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31 Ottobre e 1 Novembre ore 21

(rassegna di danza e ricerca sul movimento)
seconda edizione.
Con il Patrocinio

Terzo appuntamento:
Optico
collettivo Anagrama
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Liberamente ispirato a un esercizio per la classe di pittura
di Wassily Kandinsky alla Bauhaus School. 1924
di e con Marta Capitani, Miranda Secondari, Simona Zaccagno
Suono live: Adam Bourke
Luci: Vincenzo Schino
Coprodotto da Duncan3.0
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Optico è un lavoro ibrido fra il risuonare di forme-colori dell’astratto e l’umanizzarsi di figure-corpi. Optico è un materiale aperto a molteplici letture, molteplici sguardi, una materia sempre diversa. La coreografia è l’arte di dare limiti talmente forti al corpo da indurlo al movimento. Movimento puro, privo di significato. L’esperienza di attribuzione di senso passa per l’occhio dello spettatore. È un’illusione, un processo Optico. È assimilabile a quel che accade quando si guardano le nuvole e vi si vedono forme.
An area 30cm by 10cm is to be divided into rectangles 5 cm by 10.
The colours that must be used are:
3 primaries, 3 secondaries and 3 non-colours ( black, white, grey); the arrangement of the coloured rectangles is left entirely up to you but they may only be horizonthal and vertical, not put at an angle.
How often you use each single colour is left up to you but each colour must appaer al least once. The exercise itself is aas follows:
Emphasise the center
Balance top and down
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Anagrama è un giovane collettivo coreografico, nato dall’esperienza comune in contesti performativi di interazione tra danza e tecnologia. La danza, intesa come scultura della tridimensionalità, ricerca in differenti ambiti artistici (suono, arti visive, installazioni sceniche). Il corpo (sia esso corpo del suono, corpo performativo,corpo luce-immagine) nella tridimensionalità del suo “abitare” una scena diviene un “ambiente aperto alla multi-percezione, o percezione estesa”. La formula del collettivo è possibile grazie alla metodologia di creazione, che si basa sulla progammazione fluida e mutevole intorno a temi di ricerca comune. Coreograficamente si programma senza trovare soluzioni. Si programmano configurazioni che mutano ciclicamente. Si genera un organismo che vive un ciclo completo e non è mai identico a se stesso.
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24 & 25 Ottobre:

(rassegna di danza e ricerca sul movimento) seconda edizione.
Con il Patrocinio del:

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secondo appuntamento:
ZoNA ZERO…
Compagnia Nonna Danza
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Regia e Coreografia: German Marina
Musica: Thoni Sorano, Nick Cave, Cibo Matto
Scena e luci: Tommaso Natale
Danzatori: Sabrina Montanaro, Federica Panzeri, Yari Molinari, Ciro Liotta,
German Marina
Durata dello spettacolo: 55min
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È una versione da incubo surrealista in cui si vede la lotta di un personaggio che non vuole adattarsi a un mondo dove, regna la spersonalizzazione degli individui, un mondo dove la
meschinità e l’ ossessione per l’estetica impedisce agli esseri di raggiungere il amore….
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Uno strano essere cade al improvviso in un mondo governato da meschinità e burocrazia. Cerca in tutti modi di sfuggire dai contorti sistemi, tentando di capire l’ossessione per l’estetica e l’ eterna giovinezza di queste mondo che non gli appartiene.
Spaventato, lotta contra la spersonalizzazione degli individui e contro quelli che invadono gli schemi ventiquattro ore su ventiquattro nutrendo e anestetizzando, la mente degli uomini.
Il nostro personaggio consapevole ma non arreso, continua il suo camino per questo nuovo mondo con la speranza di liberarsi dalla tecnologia e dai valori superflui della città per raggiungere… il vero amore .
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Si apre la Stagione di "Cronicamente" (rassegna di teatro di ricerca)
prima edizione
Apre la Rassegna il 3 e 4 Ottobre ore 21:
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Mkbèt
Continuo a dondolo
Di e con Giovanni Magnarelli
Da W. Shakespeare
Una maschera che si sfalda, un funambolo che urla la sua storia tra la luce e l’oscurità, un pendolo continuo, dondolando Mkbèt inciampa nelle sue oscurità, che sono anche le sue parole, gesti non suoi, gli oggetti, simboli del suo percorso, che sono lui, burattino del fato, dietro il quale si nasconde un povero idiota che si racconta la sua storia, per la sua ora, e poi basta. In un gioco di specchi deformanti Mkbèt si guarda nei suoi personaggi, solo voci, riflessi delle sue pulsioni, desideri inconfessabili.
Il percorso è inesorabile, in crescendo, fino al silenzio. Una danza di morte tra luce e oscurità, un pendolo che oscillando scende, immerso nel sangue detto, versato, pensato, sognato. Incubi della veglia in una terra senza sogno. Buio.
Lo spettacolo ha debuttato nel maggio 2009 al festival del teatro indipendente, Teatri di vetro ed è stato ospite, nel luglio dello stesso anno al Volterra teatro/off.
Giovanni Magnarelli:
Autore, regista, interprete e performer eclettico, autodidatta, nel suo percorso fonde esperienze che vanno dal teatro di prosa alla danza, passando per la video arte e il cinema, dando vita (2006) ad un laboratorio permanente per diversamente abili, sviluppando una ricerca che è messa a nudo di impulsi, irripetibilità irreperibili, teatro informe e indefinibile che è ricerca e scoperta delle proprie risonanze.
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Una Recensione:
Roma, 17/05/2009 ore 21,15
Teatri di vetro
Festival del teatro indipendente
Roma
Giovanni Magnarelli ha presentato, al suo primo debutto, lo spettacolo MKBèT rilettura per una sola voce recitante della tragedia shakespeariana.
Da solo, indossando solo un paio di slip e due stivali di gomma, con l'ausilio di rari oggetti di scena (una maschera napoletana, un cappello, un fantoccio raffigurante un neonato, due tessuti che fungono ora da mantello ora da vestito di Lady Macbeth) Magnarelli dà una lettura informale ma precisa, disinvolta ma proprio per questo drammatica del racconto shakespeariano con l'ausilio dell'opera omonima di Verdi le cui arie fungono da tappeto sonoro, a tratti monotono e insistente, quando ripetuto a loop, per cellule musicali ripetute, proprio come alcune frasi della tragedia riprese e ripetute dall'attore dubbioso di una intonazione, di una giusta restituzione drammaturgica. Ne deriva una lettura laica, non dogmatica che avvicina invece di allontanare anche un pubblico di profani come quello che popola il lotto 16 (un aggregato di case popolari del quartiere storico di Garbatella a Roma) costituito per metà dagli spettatori della rassegna e per l'altra dagli inquilini del lotto che guardano osservano e capiscono. L'ambientazione da teatro da strada (con due microfoni omnidirezionali a captare la voce dell'attore) conferisce alla tragedia una sottile ironia di fondo che non è mai irrisione ma leggerezza drammaturgica, la mancata pretesa di prendere quel che si recita maledettamente sul serio (come criticava a suo tempo Carmelo Bene l'attorume nerovestito a proposito di Amleto), senza per questo ignorare la serietà del mestiere dell'attore.
Un'operazione del genere funziona solamente se l'attore ha le forze per sostenerne il discorso e Magnarelli è maledettamente bravo a restituire il dramma di Macbeth impiegandolo al contempo come il viatico per illustrare la condizione di un povero attore che si pavoneggia e si agita per la sua ora sula scena e dal quale poi non si ode più nulla fino al sipario come recitano le note di regia. Uno dei più autentici Macbeth portati di recente in scena.
Alessandro Paesano - Teatro.org
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Sabato 19 Settembre
Domenica 20 settembre
ore 21
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Si apre la stagione di Movim seconda edizione
(rassegna di danza e ricerca sul movimento)

primo artista ospitato:
Giuseppe Muscarello (compagnia Muxarte) con:
Ma perche non t'mmazzi ?
Di e con Giuseppe Muscarello
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“bisogna tenere in mente il colore della propria ferita per farlo risplendere al sole”
Juliet Berto
Ma Perché Non t’ammazzi! È un solo, una struggente esplorazione del potere distruttivo dell’amore: la storia di un uomo che cerca…..e non trova, e per questo viene ignorato e relegato ai margini della società….
Dagli occhi della gente legge pietà, disprezzo, sufficienza, disgusto. Rimugina sul fallimento della propria esistenza, inizia un’altra vita….
E così il suo destino, la sua disarmante ironia, marca la scena delineandola.
Ogni aforisma è il tentativo di costruire una vita commisurata, per la sua determinata convinzione che il suo stato di restrizione è comunque un dono divino.
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L’uomo moderno è inserito nel mondo che appare fisicamente. Non ha ancora sufficiente conoscenza dello spirituale.
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Venerdi 11 Settembre
Ore 21.00
TUTTO IL MALE DEL MONDO
Dramma teatrale
d Mariella Pizziconi
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L’opera è nata dall’orrore provato davanti alla TV in quel tristemente memorabile 11 Settembre 2001.
Dopo la pietà per le tante vittime innocenti si è fatto spazio nell’autrice l’esigenza di capire quel terribile dramma. Così, dopo aver a lungo letto e studiato la materia, ed anche ascoltato numerose interviste degli scampati, ha iniziato ad elaborare una storia, partendo da “vissuti” in parte veri, che inizia dal G8 di Genova dove un altro gravissimo fatto la inchiodò davanti al televisore: la morte di Carlo Giuliani. Ecco quindi prendere vita una famigliola piccolo borghese composta da padre, madre e figlia maggiore politicamente conservatori e la piccola della casa, ventenne, dolce e alternativa artista a “tutto tondo”, schierata invece dalla parte dei più deboli e dei No-Global. Il testo tocca temi storici, politici e sociali con scambi vivaci di battute soprattutto tra i vari componenti della famiglia. Infine, i genitori, preoccupati anche per le possibili conseguenze dell’arresto della figlia ribelle nel corso della manifestazione genovese, decidono di trasferirla temporaneamente a New York, dove la sorella trentenne lavora come manager in un’importante banca al 60° piano della Torre Nord. Il confronto fra le due sorelle e il contatto con un popolo sconosciuto (quello americano) e odiato “a prescindere” dalla giovane artista, porta ad una felice contaminazione, che però non potrà avere nessun ulteriore sviluppo proprio a causa del crollo delle due Torri che seppelliranno per sempre anche i sogni della giovane idealista.
Alle spalle degli attori che leggeranno il testo teatrale saranno proiettati stralci tratti dal documentario “Mela delle mie brame” girato dall’autrice a New York nel 1998, insieme a brevi sequenze del documentario “Zero”, concesse amichevolmente dal produttore Thomas Torelli.
GLI ATTORI:
- Lavinia Origoni nei panni della giovane No-Global;
- Paola Borgia nei panni della sorella manager;
- Massimiliano Grazioso nei panni del padre di un musulmano americanizzato;
- Monica Cecchini nei panni della madre;
- Federico Emiliani nei panni di Bob.
Altri collaboratori:
David Ravignani;
Andrea Santoro
Gaetano Buompane
Mariella Pizziconi:
Ha terminato di montare un documentario da lei diretto, dedicato alle vicende di un intero anno scolastico di una scuola media romana a forte presenza di extra-comunitari;
2006
In collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma, realizza il docufilm “Una giornata al mare”, dedicato agli anziani di Roma e presentato alla stampa presso la sala “Nuovo Sacher”.
2005
Cura la regia della serata finale dell’8a edizione del premio Cinearti “Chioma di Berenice” svoltasi presso la Sala Etoile di Piazza S.Lorenzo in Lucina in Roma, presentata da Tosca d’Aquino, con la partecipazione di note personalità del cinema italiano. Per la stessa serata cura il montaggio dei corti di presentazione degli artisti premiati, tra i quali anche personaggi candidati, nella loro categoria, al premio “Oscar”.
2004
Cura la regia del documentario “LUDICA”, dedicato alla presentazione dell’omonima libera Università, avvenuta in Val d’Orcia (SI), con la partecipazione di Edgar Morin, sociologo di fama mondiale.
2003
Sovrintende alla realizzazione ed al montaggio della documentazione video prodotta in occasione degli eventi organizzati dal Comune di Roma per il Capodanno.
2002
Realizza il corto “Ninna nanna per una mamma”, entrato nella selezione finale della rivista “Videotecnica” per l”Eurofestival di Colonia ;
Cura la realizzazione ed il montaggio della documentazione video richiesta dal Comune di Roma in occasione delle Festività di fine anno e sovrintende alla realizzazione del documentario di montaggio “Roma cambia” (realizzato per la società “Risorse per Roma” su immagini di repertorio dell’”Istituto Luce” e selezionato al 28° Festival Internazionale del film turistico di Milano);
“Woman in video”per la rivista “Videotecnica” (mese Maggio 2002).
2001
Il suo lungometraggio musicale “La Prova”, con Massimiliano Graziuso, Andrea Santoro, Silvia Cavalleri, Rodolfo Misasi e la partecipazione straordinaria di Remo Girone e Victoria Zinny, viene premiato al Festival Europeo “Massimo Troisi” di Tirrenia (PI) quale “miglior commedia”. Dell’opera è autrice anche del testo delle canzoni, musicate da Andrea Terrinoni;
Nello stesso festival viene presentato un altro suo corto dal titolo “Una stanza per due”;
Il corto “Il vicino di casa”, da lei scritto e diretto, viene presentato al Fanofilmfestival 2001 e vince il premio per la “migliore direzione degli attori” al 10° Festival di Canzo(Co).
1999/2000
Dopo la realizzazione di un documentario di viaggio su New York (“Mela delle mie brame” selezionato al 26° Festival Internazionale del Turismo di Milano), si cimenta in un cortissimo di tre minuti, dal titolo “Il piacere di uccidere”, selezionato all’8° video festival di Canzo (CO), al 2° festival del cortometraggio “Paesaggi del corto” di Camporeale (PA) e segnalato con targa d’argento alla 3a edizione del premio della critica cinematografica e televisiva “Castelli dell’Alta Marca Anconetana di Precicchie (AN)”.
Esperienze cinematografiche precedenti:
Nel 1996, nell’ambito di un corso di aggiornamento per insegnanti, frequenta uno stage sul linguaggio cinematografico, presieduto da Silvano Agosti. La sua sceneggiatura “Il consiglio d’istituto” è scelta per realizzare il saggio finale del corso (un “corto” di 10 minuti circa);
Dopo quest’esperienza, scrive e realizza in proprio un corto di circa 30 minuti, intitolato “Ricordi di Scuola Media”, che viene selezionato al 5° festival internazionale del cortometraggio “Scrittura ed Immagine” di Pescara, organizzato con la collaborazione dell’Associazione culturale Ennio Flaiano;
Nel 1998 frequenta uno stage semestrale sulla regia e scrittura cinematografica presso il “Laboratorio Cinema” di Roma, con note personalità del settore, quali Ponzi, Bazzini, Spila, Ghezzi, Montaldo, Beppe Lanci, Marino ed altri, prendendo parte alla realizzazione dei tre corti di fine corso;
Nello stesso anno realizza il corto “Mamma mia”, della durata di 25 minuti, selezionato alla 3a edizione del “Sacher festival” di Nanni Moretti, alla 28a rassegna internazionale “Fotogramma d’Oro” di Castrocaro Terme, al Premio europeo “Massimo Troisi” di Tirrenia (PI), nonché proiettato sul “Treno Azzurro” di Legambiente e nel corso della rassegna cinematografica tenutasi presso la villa di Livia nell’ambito della “ Estate Romana ‘99”.
Esperienze teatrali:
- Vinto il concorso di ammissione a Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, sotto la guida di Toti Scialoja e Gaetano Castelli, impara a scrivere corti teatrali, di cui cura la regia , la scenografia ed i costumi;
- Da questa esperienza inizia la sua carriera scolastica come “animatrice teatrale”, per la quale realizza molti spettacoli recitati direttamente dai suoi allievi, classificandosi, tra l’altro, al 3° posto in un importante concorso regionale riservato a tutte le scuole del Lazio;
- Negli anni ’80 si dedica al teatro anche fuori dell’ambito scolastico curando, tra l’altro, la scenografia ed i costumi per la messa in scena dell’opera “L’Orologio” di Dino Buzzati, rappresentato al teatro La Piramide di Roma dalla compagnia di Memè Perlini per la regia di Lorenzo Cicero.
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