Software libero per crescere **************************** Il cucciolo di qualsiasi animale e' dipendente dall' adulto che lo cura per un periodo determinato di tempo. Il cucciolo e' debole, indifeso e influenzabile, ma il cucciolo assorbe come una spugna di gran lunga molti piu' dati di un adulto. Ha incredibili funzioni cerebrali che inevitabilmente diminuiscono con la crescita. Tali capacita' permettono la costruzione degli strumenti cognitivi in modo 'irreversibile', determinando la maturita' dell' individuo. Tuttavia il mondo e' fatto di adulti che di solito aiutano i loro figli ad adattarsi e li persuadono a concetti ingarbugliati e contrastanti attraverso infiniti mezzi: non sembra esserci che un' unica cosa da fare. L' unica, poiche' non arrivano dati chiari e le spiegazioni sono spesso incomplete, parziali ed ambigue, *e' fidarsi*. L' unica, e' accedere all' accessibile, guardare fin dove e' visibile, prendere cio' che e' dato, rassegnandosi, limitare la curiosita', placare l' immaginario, per garantirsi un sereno vivere. Ma non sembra che questo sia un bel vivere. Non sembra che qui nessuno sia libero! L' animale si adatta e non se ne accorge. L' essere umano e' abilissimo ad adattarsi, sin da piccolo uccide percorsi mentali creativi che non risultano essere 'comodi' e assorbe schemi e criteri dall' ambiente, che sa essere convincente. Il nostro ambiente e' sempre piu' influenzato dalle tecnologie, ed e' per questo che occorre indagare sull' importanza, sempre piu' pervasiva, insita nel rapporto fra le soggettivita' che vanno a formarsi nel seno sociale, e le complessita' tecnologiche, che del sociale rappresentano sempre maggiormente la struttura. E' necessario che le tecnologie non possano in futuro rappresentare uno strumento di omologazione umana, di controllo sullo sviluppo delle intelligenze. E' necessario che le tecnologie non vengano mai utilizzate come strumenti per rafforzare vecchie, e costruire nuove aberrazioni, nuove forme di sfruttamento e pericolose coercizioni strumentali. E' infine necessario che le tecnologie siano strumenti di crescita e di trasformazione, e non 'tecniche' persuasive per vivere apparentemente 'meglio' nella schiavitu'. E' con questi presupposti che ci imbatteremo nel tentativo di analizzare i processi formativi del fanciullo nonche' di passare in rassegna alcuni elememnti che caratterizzano il software libero come ideale strumento di crescita. In parallelo con i piu' moderni orientamenti di formazione e di apprendimento, analizzeremo come, tecnologie e complessita' possano entrare a far parte della sfera educativo-didattica e della mentalita' delle nuove generazioni, in maniera critica. Anticipando l' uso di macchine e sistemi complessi, si gettano le fondamenta della nuova cultura, in cui le "macchine" sono, per loro natura, utilissimi strumenti dalle molteplici funzionalita', a partire sin dai primi anni di vita. Macchine come strumenti di gioco la cui complessita' e' solo una composizione di piu' livelli di processi e sottoprocessi, intellegibili: comprendere i flussi e le regole che li determinano, significa saper vivere correttamente le realta' complesse, e di conseguenza, saper vivere questa nostra epoca, ammortizzando l' impatto verso il futuro determinando nello stesso tempo la direzione di una trasformazione possibile. Il 'gap' che si e' creato fra la realta' che si fa sempre piu' complessa e l' intelligenza umana che non sta al passo coi tempi, e' dimostrato per esempio, da una diffusa superficialita' come "forma mentis" generalizzata, specialmente nelle nuove generazioni; laddove non si giunge ad una spiegazione, un motivo, una causa, semplice e chiara, si fatalizza, o non si prende posizione, ... non si puo' capire ... E' un mistero! E' interessante osservare come Marvin Minsky, uno dei padri dell' intelligenza artificiale, tratta la questione dell' impatto tecnologie-intelligenza: << Quando si comprendono appieno una macchina o un programma, non si sente alcun bisogno di attribuire loro una "volonta'". Quando non li si comprende abbastanza bene, si e' costretti a introdurre modelli esplicativi incompleti. [..] Nell' infanzia impariamo a riconoscere varie forme di aggressione e di costrizione e a non gradirle, sia che ci pieghiamo, sia che resistiamo ad esse. In seguito, da adulti, quando ci viene detto che il nostro comportamento e' controllato da tale o talaltro gruppo di leggi, introduciamo impropriamente questo fatto nel nostro modello, insieme con altri fattori di costrizione. Alla costrizione ci opponiamo da qualunque parte provenga. Benche' la resistenza sia vana dal punto di vista logico, il risentimento persiste ed e' razionalizzato tramite spiegazioni difettose, poiche' l' atteggiamento opposto e' inaccettabile dal punto di vista emotivo. >> Nonostante Minsky non sia affatto un pedagogista si puo' dire che abbia contribuito notevolmente ad avvicinare la ricerca sullo sviluppo dell' intelligenza alle tecnologie complesse fino a farle convergere verso le tecnologie "intelligenti". Il suo pensiero in questo stralcio tocca un importante punto di connessione fra i sistemi complessi e la formazione della mente dell' individuo umano. Analizziamo il vecchio modus educandi: I bambini sono troppo piccoli per capire, capiranno piu' in la'. La fiabesca ingenuita' dell' infanzia non si tocca, certi concetti non vanno spiegati ai piccoli, oppure anche: i bambini non sono in grado di eseguire operazioni complicate, o ragionamenti complessi. Questo, si puo' affermare con certezza, non e' vero! E' vero nella misura in cui al bambino non viene mai richiesto di farlo, e di coseguenza non gli viene mai spiegato come farlo, ne' viene mai accompagnato ne' seguito in questi ardui e curiosi contesti. Se solo pensiamo che a tutt' oggi e' d' uso comune cominciare a spiegare le piu' grandi verita' solo dopo una certa eta', e comunque sempre in modo parziale, graduale, bigotto, ci chiediamo quali meccanismi comporti tutto cio'. Alle primissime domande e quindi durante la costruzione delle fondamenta di una neostruttura cognitiva in formazione - la rete neurale - vengono date spiegazioni evasive, vaghe, colorite di fantastici e irreali flussi di cause; la verita' viene posticipata per slittare su uno scivoloso ambiente di bugie. Questo va a formare, in una rete neurale in formazione, un primo strato fallace, basato su dati e connessioni falsi, che vanno a loro volta a comporre schemi e metodi inadeguati alla realta'. Questa struttura che si va ad ingrandire man mano che arrivano nuovi dati, non e' reversibile, ovvero i dati e gli schemi non possono essere cancellati. Il volume e lo spazio che occupano rimangono definitivi. Quindi per disimparare le vecchie bugie e imparare le nuove, ma sempre parziali verita', occorre fare molta molta (inutile) fatica. Creare nuovi schemi sempre in aggiunta ai vecchi, che diventano obsoleti in base ai nuovi dati, quindi ottimizzare o reimplementare i vecchi metodi e' una faticosa e dispendiosa operazione che viene fatta ogni qualvolta una nuova verita' non corrisponda piu' a quelle vecchie. Oggi, l' applicazione di questo modello apparentemente 'tutela' l' ingenuita' infantile, ma indirettamente determina una estrema inadeguatezza dell' individuo adulto alla sua epoca. Gli strumenti cognitivi nell' era tecnologica --------------------------------------------- I percorsi reali che nel loro succedersi seguono una logica di causa-effetto, sono rappresentati da tutte le esperienze di vita, dirette o meno, attraverso le quali ogni individuo scopre, conosce, elabora e archivia dati sin dal primo istante in cui la sua rete neurale e' attiva. Gestire i flussi di causa-effetto significa gestire la propria vita, determinarla sapendo leggere a priori o a posteriori il flusso dei cambiamenti, analizzarne le cause, interagire attivamente con esse. Questo favorisce la previsionalita' a breve, lungo e lunghissimo termine, permette, o per lo meno aiuta a perseguire obiettivi, percorsi, progetti su tutte le sfere umane d' interesse. Nell' apprendimento iniziale, quindi, e' basilare oggi assumere il fondamento: la vita si compone di sistemi complessi, insiemi di processi e sottoprocessi, naturali e artificiali; conoscerne le dinamiche, decontestualizzarli, reinserirli nel globale, scoprire i principi che li muovono (o li fermano), significa possedere gli strumenti per il futuro. Avere l' opportunita' di sperimentare durante l' 'imprinting' iniziale una molteplicita' di metodi e di strategie, cosi' da rendere trasparente cio' che si vuole scoprire, raggiungibile cio' che si intende ottenere, superabile cio' che potrebbe essere frustrante, significa mettere in atto uno dei piu' inesauribili percorsi dell' apprendimento: imparare ad imparare, nell' era dell' imprescindibile complessita'. Avere la possibilita' di ottenere tali "strumenti cognitivi" sin dalla primissima infanzia vuol dire sinteticamente: minimizzare i difetti d' autostima, ottenere una estrema adattabilita' e flessibilita', godere di una individualita' forte e in grado di scegliere in maniera critica sin da molto presto. Questo si puo' riassumere nel concetto di "pensiero verticale", che si basa sulla linearita' e sulla logica cognitiva. Ma cio' non e' sufficiente per attraversare indenni questa epoca. Oltre a sottolineare l' importanza indiscutibile di un simile aspetto del pensiero formativo, bisognera' associare a questa impostazione altri modi di affrontare la questione. Il contatto precoce con strumenti semplici e compositi ------------------------------------------------------ Per fare almeno breccia nel muro di gomma della cultura educativa e della formazione tutta, in primo luogo va sottolineata l' azione propedeutica offerta dall' anticipazione dell' uso di strumenti e di strategie cognitive durante i periodi di crescita dell' individuo. Questo comporta per contro l' adozione di metodi e sistemi davvero impegnativi. Infatti, seguire uno o piu' individui nel periodo della crescita, accompagnandoli con tali orientamenti, comporta senz' altro numerosi sforzi da parte dell' adulto. Quest' ultimo si trova a doversi misurare con i propri parametri di disponibilita', le proprie abitudini mentali che devono necessariamente orientarsi all' analisi continua, all' interazione paritetica, all' abbattimento dei livelli gerarchici nel dialogo. L' adulto inoltre dovra' sviluppare la capacita' di proporre e promuovere idee nuove e soprattutto collaborative. Senza rifiutare le istanze che caratterizzano il mondo montessoriano "a misura di bambino", e' auspicabile che il bambino sia accompagnato correttamente in un mondo fatto a misura di grandi, perche' quello, in realta' sara' il suo mondo! Cio' significa che, se da un lato e' importante, che nel momento di autonomia dall' adulto, il bambino possa giocare in un ambiente tutelato, composto, per esempio, da "oggetti con angoli arrotondati", dall' altro e' altrettanto importante che egli sia guidato in un mondo complesso attraversso spiegazioni chiare, sin da piccolo, ripetute nel tempo e in contesti diversi. E' importante che egli usi strumenti con gli angoli non smussati, seguito a vista e con il giusto "training", che egli si trovi in situazioni delicate, che le capisca e che ci si sappia presto muovere. Attraverso l' impegno dell' adulto in ore di dedizione, pazienza, rinforzo degli stimoli nel tempo, e tutto cio' che questo modello possa comportare, potremo sperare di aver innescato un processo evolutivo veramente nuovo. La sinergia tra logica e creativita' ------------------------------------ Non ultima inoltre e' la necessita' di integrare il tipo di pensiero logico e sequenziale con un altro, di tipo creativo, intuitivo, piu' emotivo che 'razionale', che puo' essere definito attraverso il concetto di "pensiero laterale", cosi' come l' ha enunciato Edward De Bono. << La creativita' viene tenuta in sempre maggior conto quale ingrediente essenziale nel cambiamento e nel progresso. Viene percio' rivalutata nella conoscenza e nella tecnica da quando entrambe stanno facendosi cosi' accessibili. Allo scopo di riuscire a servirsi della creativita', si deve liberarla da quest' aura di misticismo e considerarla come un modo di usare la mente, un metodo di trattare informazioni. [..] Il pensiero laterale riguarda la produzione di nuove idee. Esiste una curiosa nozione secondo cui le nuove idee avrebbero a che vedere con l' invenzione tecnica. Si tratta di un aspetto assai secondario della questione. Le nuove idee sono la sostanza del cambiamento e del progresso in ogni campo, dalla scienza all' arte, dalla politica alla felicita' personale. >> E' necessario aggiungere un inciso, che in questo caso puo' servire da spunto, per sedare gli entusiasmi di De Bono, il cui contributo nasce e si riferisce alla letteratura di impresa nell' ambito della gestione delle risorse umane, e prendere coscienza del valore che potrebbe rappresentare la sua visione del pensiero laterale. Attenzione ai predatori di idee, questi sono come falchi che volano alto, hanno la vista acuta, scendono solo quando serve, e poi portano la preda al loro nido per nutrire i piccoli falchetti. Vale a dire che il potenziamento della sfera creativa che non sia accompagnato dal formarsi di una coscienza critica, lascia inermi, nella scuola come nel mercato del lavoro di fronte alla rapacita' delle logiche di profitto. Il prodotto del connessionismo, della sinergia tra pensiero verticale e pensiero laterale, tra logico e creativo, tra capire e intuire, tra dovere e diletto, puo' dar inizio ad un importante processo di mutazione della mentalita' umana verso una migliore integrita'. E non di meno verso la possibilita' di conoscere e sviluppare i potenziali del cervello umano, (che sono indescrivibilmente grandi) in modo da permettersi di autodeterminare scelte, orientamenti, miglioramenti, per se' e per le proprie comunita', in modo da stravolgere, rinnovare, trasformare l' organizzazione sociale a causa della quale oggi, le nostre menti sono inadeguate, sempre piu' disadattate e disorganizzate; in modo da lasciare spazio al potenziamento e alla crescita naturale delle nostre reti neurali, mutilate fino ad oggi attraverso imposizioni, negazioni, regole e tabu' e ridotte a dei poveri tronchi esili e senza rami, fiori e frutti... La conoscenza non e' tutto -------------------------- << L' avvenire non e' piu' quello che era, o quello che sarebbe potuto essere se gli uomini avessero saputo utilizzare meglio i loro cervelli e le loro opportunita'. Ma puo' ancora essere quello che essi possono ragionevolmente e realisticamente volere, purche' lo vogliano effettivamente e sappiano essere essi stessi migliori. >> -- Aurelio Peccei L' accrescimento della forza degli individui e', e sara' sempre piu' rappresentato dai livelli di conoscenza, intelligenza, capacita' di continuare ad apprendere anche dopo l' eta' scolare la quale, e' ormai chiaro, funge da base per rendere possibile questo "metalearning process", questo imparare ad apprendere che dura per tutta la vita, che tuttavia deve essere una libera scelta e non un ricatto sottraendosi al quale si rischia di essere esclusi. Se il prodotto della formazione deve essere un ingranaggio della grande macchina dello spettacolo, l' ignoranza e' pratica di resistenza. Nonostante l' impegno necessario ad un qualsiasi percorso evolutivo, o il tempo indispensabile al raggiungimento di ogni nuovo livello di conoscenza, o alla modifica di vecchi schemi in base ai nuovi dati, e' quantomeno adeguato ai tempi virare le abitudini verso l' acquisizione di nuove priorita'. Consapevolezza - coscienza - critica intelligente ------------------------------------------------- Non si puo' pensare di coltivare buone intelligenze senza associare ai saperi un alto livello di coscienza. Non e' possibile ormai mancare di criteri selettivi, di limiti sedanti i ciechi entusiasmi acritici, a partire sin da subito. Altrimenti le onde travolgenti della superficialita' acritica continueranno ad invadere le nostre menti e ad offuscarle annebbiando sempre piu' i migliori principi e le migliori convinzioni umane, allontanandoci caoticamente dal desiderio di evolvere sempre e soltanto in maniera sana, cioe' verso uno sviluppo che sia realmente equo, animato da vera solidarieta', verso una crescita che non possa ledere i diritti umani, ma che sia focalizzata sulla liberta' autocosciente degli individui, sulla gioia di vivere, per tutti, senza piu' differenze e sfruttamento dei propri simili. L' attenzione dell' individuo in fase di potenziamento va necessariamente e sistematicamente orientata verso una contestualizzazione cosciente di qualsiasi scelta, azione o convinzione. La contestualizzazione nella complessita' poggia necessariamente sui pilastri della solidarieta' comune, delle necessita' reali del "sistema globo", sulla fluidita' dei percorsi orientati alla sostanza, a scapito dell' appariscenza vuota di significato. Questi sono i semplici valori di cui hanno bisogno i cuccioli di tutte le specie. L' abitudine alla collaborazione e alla condivisione ---------------------------------------------------- Per far si' che un corretto modello evolutivo si sviluppi, le nostre intelligenze devono espandersi, le nostre reti neurali devono abituarsi a rimanere in apertura verso l' altro, a creare 'link' stabili con l' esterno, a considerarsi nodi interattivi di un "sistema tutto". E' necessario rivedere e abbattere i vecchi schemi sin dalla fase strutturale dell' egocentrismo (a 2, 3 anni e' tutto MIO), considerandola come utile spunto per la costruzione di un senso critico in merito ai meccanismi dell' isolamento e della divisione, che sono poi alla base della *proprieta' privata*, della corsa al potere e di conseguenza determinano lo sfruttamento incondizionato dei propri simili e delle risorse terrestri (che sono di tutti e appartengono a nessuno!). E' necessario imparare a co-gestire la complessita' --------------------------------------------------- Soggettivita' molteplici si associano e collaborano, e condividendo costruiscono e ottengono molto piu' di quanto, da soli, avrebbero mai creduto di ottenere. Rendendo possibile un corretto potenziamento dell' intelligenza dell' individuo sara' raggiungibile l' elemento chiave di sviluppo e di evoluzione comunitaria: la cooperazione. Investendo sui modelli cooperativi, la condivisione di risorse, l' abbattimento delle piramidi e la convergenza collettiva verso modelli "peer viewing", si ottengono ormai chiaramente strumenti unici e presupposti indispensabili. Sintesi esemplare possibile di una pedagogia che faccia proprio l' uso delle tecnologie, dei calcolatori, delle proprie menti e soprattutto di software rispondente ai principi sinora espressi, e' rappresentata dalla formazione basata sull' utilizzo di strumenti che provengono dalle comunita' del software libero. Esemplare per la capacita' di gestire cognitivamente la complessita' propria del pensiero verticale, e la capacita' di enfatizzare lo slancio creativo proprio del pensiero laterale nella dimensione gioiosa della cooperazione. Tali caratteristiche sono proprie del progetto GNU. (http://www.gnu.org/philosophy) GNU: la comunita' a condivisione spontanea dei valori ----------------------------------------------------- Il modello di cooperazione determinatosi nella comunita' del software libero e' basato da una parte sull' autonomia dei singoli individui, dall' altra sulla trasparenza del percorso collettivo fino ad ottenere i migliori risultati per quanto riguarda la creazione di strumenti, la loro strutturazione, la loro organizzazione come magazzino sociale delle idee. Infatti ciascuno e' libero di accedere, non solo ai sorgenti dei programmi, ma anche a tutta la documentazione sin' ora prodotta dagli attivisti delle libere tecnologie e della libera informazione (manuali, tutorials, documenti di approfondimento). Tutte le informazioni in ambito 'libero' sono finalizzate alla funzionalita' e all' accessibilita' a alla condivisione di strumenti e sono supportate da una ampia e dislocata rete di relazioni e collaborazioni spontanee necessaria alla risoluzione di problemi, alle trasformazioni e ai miglioramenti. Questo a sottolineare il supporto all' autoformazione e all' autonomia organizzativa fornito da saperi accessibili e specialmente sempre stabili e validi nel tempo. Il sistema delle modifiche e dei nuovi ed incessanti miglioramenti, se necessari, e' basato su percorsi collettivi ,spontanei e collaborativi in cui chiunque utilizza strumenti creati da chiunque altro e attraverso il loro uso, ed in base alle proprie esigenze decide per sua necessita' di migliorarne alcuni aspetti. La continuita' di questa pratica favorisce la libera evoluzione degli strumenti che, modificati spontaneamente da tantissime mani interessate alla loro funzionalita' e alla loro appartenenza a standard d' accessibilita', interoperabilita' e condivisione, acquistano oggi un grande valore. Questo si fonda sui principi di autonomia, di liberta' e di condivisione comunitaria, sia per chi ha creato strumenti e li ha migliorati, sia per chi ne ha suggerito miglioramenti, sia per tutti quelli che li usano e li useranno liberamente in modo da evitare inutili duplicazioni degli sforzi. In sintesi, continuamente si attivano molteplici dinamiche di partecipazione spontanea, di fiducia verso l' altro, di disponibilita' e di motivazione alla collaborazione per il miglioramento della propria comunita'. Free sotware e intelligenza / quando la tecnologia libera la mente ------------------------------------------------------------------ Creativita', autostima, decisionalita', sono caratteristiche stimolate e valorizzate attraverso ambienti complessi e dalle molteplici strategie formative, dove i modelli e i mezzi sono suscettibili di continua modifica, e la ricerca dei quali costituira' la base per le future scelte, per la valutazione dei mezzi e dei fini, per una costruttivita' critica e strutturata quanto basta. Per evitare inutili teorie e dimostrazioni, ci si limitera' a raccontare un sistema operativo libero GNU, attraverso la metafora della citta' elettronica auto-organizzata: il sistema e' una citta' composta da vari 'moduli', percorsa e collegata da strade, vicoli e reti fognarie, corredata di servizi e strutture. Un sistema composto da sottosistemi collegati fra loro in maniera modulare e scomponibile nei singoli blocchi, autonomi sino alla funzione piu' banale. Un sistema intellegibile, frazionabile e razionalizzabile in ogni sua parte. Questa citta' contiene dei 'palazzi', raggruppamenti di utenti o servizi, all' interno dei quali ognuno per diritto ha una casa. Ogni casa puo' contenere oggetti, servizi, funzionalita', arredamenti. Si possono utilizzare oggetti, strumenti, messi a disposizione dai fondatori della citta', come da qualunque altro abitante 'neighbour'. Nello stesso modo si possono creare nuovi oggetti e metterli a disposizione di altri, di tutti. Oggetti e strumenti non si acquistano: si copiano liberamente, si usano, si ditribuiscono, si modificano. Un utente correttamente formato alla gestione del sistema, puo' sbizzarrirsi come crede, organizzare la sua casa, architettare veri e propri 'laboratori'. Piu' approfondita sara' la conoscenza di un cittadino e piu' specializzata e funzionale sara' la sua casa, il suo laboratorio. Lasciando ad una sede piu' specifica la descrizione dei virtuosismi del "sistema ospitante", che non sono pochi, ne' semplici da esaurirsi, osserviamo il cittadino che, se nel proprio ambiente gode di infinita liberta' di movimento, differentemente puo' per le strade della citta', nelle case degli altri e nella gestione del sistema stesso, dove di norma solo i fondatori della citta' ovvero gli 'amministratori' possono intervenire. L' individuo e' quindi cittadino di una comunita' e gode di molta autonomia e liberta' dal momento che lo spazio di una casa elettronica, al contrario di una casa materiale, non e' cosi' definito. La comunita' si estende di citta' in citta' attraverso il network, cosi' ci si sposta all' occorrenza tra i luoghi distribuiti su piu' sistemi remoti, cosa che rappresenta per l' individuo una forma di nomadismo. E' possibile incontrare citta' organizzate un po' 'cattedrale' , un po' 'bazar', e gestite in maniera piu' o meno aperta, o libertaria, dipende: in certi casi si conta su un' utenza di cultura, che sia in grado di condividere, con rispetto e autocoscienza. I sistemi liberi sono da scoprire in tutte le loro infinite parti, non chiudono mai le porte alla curiosita' di conoscerli, insomma sono le citta' degli hackers. Hacker si nasce --------------- In realta' siamo un po' tutti hackers, alla nascita, in potenza. Durante l' infanzia, l' adolescenza e a sfumare la giovinezza in genere, tutti, in misura variabile siamo dei piccoli hackerini: curiosita', entusiasmo, apprendimento continuo, sete di nuovi saperi, flessibilita', sensibilita' e via dicendo, sono caratteristiche di picco nei bambini come negli "avventurieri del bit". L' hacker e' quell' adulto in cui rimangono vive, e per tendenza, e per corretti training ambientali, quelle caratteristiche che convergono nell' attitudine per la comprensione dei sistemi, dal micro al macro, dal naturale all' artificiale, dal concreto all' astratto. Curiosita' che si placa solo ad esaurimento della risoluzione: e' noto infatti che l' attivita' di molti hackers non e' regolata da orari o ritmi predisposti, e' flessibile e puo' andare avanti anche per giorni consecutivi, fino ad esaurimento, se non altro del soggetto stesso. Proprio come i bambini che durante una attivita' appassionante non sentono piu' ne' fame ne' sonno, ne' si accorgono del tempo che passa. La comunita' di hackers e' composta da grandi/bambini, che non hanno mai smesso di dilettarsi. I programmatori di ambienti liberi giocano lavorando, e giocando producono strumenti per "divertirsi" sempre meglio. Unire l' utile al dilettevole, creare strumenti per lavorare sempre meno, godere della propria attivita', sono tutti concetti che corrono paralleli tra le tecnologie libere e la pedagogia moderna. Hacker e' un modo di essere prima ancora che un modo di vivere. In breve, insomma, l' hacking, la spinta alla comprensione dei funzionamenti, al loro miglioramento, risulta essere un concetto altamente formativo in vista di una nuova visione dell' intelligenza nella pedagogia. Cosi' come formativo risulta essere cio' che hanno prodotto il pensiero e la pratica (il movimento) degli hacker: il software libero. In conclusione, il software libero indubbiamente offre ampi stimoli di crescita, valori pedagogici di una tecnologia libera. Valori che si possono osservare sia da un punto di vista etico, per quanto riguarda i modelli di sviluppo, che per le molteplici occasioni di apprendimento, per quanto riguarda, la eterogeneita' delle strategie. Valori supportati attraverso una comunita' attiva in continua evoluzione che stimola all' autoformazione attraverso la documentazione e la struttura libera, accessibile e specialmente sempre valida. Sono gia' in atto sperimentazioni sul software libero nelle scuole, qui, come ovunque. E' una questione delicata e allo stesso tempo complessa, quindi, chiudiamo con un invito alla riflessione, piuttosto che con una proposta operativa, lasciando non una, ma numerose questioni aperte su cui ragionare. Crescere con le tecnologie libere e con il giusto 'training' alla complessita' significa avere l' opportunita' di non incatenare la propria intelligenza alle pericolose maglie dell' omologazione, ma lasciarla muovere agile e cosciente, negli impervi e vasti territori / labirinti delle complessita' tecnologiche. 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